Qui si fa l'Italia. Imola e l'Unità nazionale

15 aprile-24 settembre 2011

Nel 1861 nasce il Regno d'Italia: dopo secoli di frammentazione statale la penisola è così riunita in un'unica compagine che si completerà negli anni seguenti con l'annessione del Veneto e di Venezia (1866), del Lazio e di Roma (1870), dei territori di Trento e di Trieste (1918). È un evento rivoluzionario vissuto come tale in Italia e fuori d'Italia. Nel 1861 Imola diventa Comune del Regno d'Italia dopo essere stata per oltre tre secoli sotto lo Stato pontificio. Il percorso espositivo racconta attraverso uomini e donne imolesi, patrioti ed eroine, comparse e protagonisti, alcuni momenti della storia d'Italia dalle battaglie per l'Unità alla Grande guerra. L'esposizione ripercorre così alcune tappe fondamentali per la formazione della coscienza politica nazionale. Sono in mostra documenti e cimeli di fondi archivistici e documentari imolesi che testimoniano la storia risorgimentale, ma anche sociale della città.

 


La bella Italia unita in un puzzle

La figura di donna delineata dalla serie incompleta di cartoline rappresenta l'allegoria dell'Italia unita: è vestita del tricolore con una corona turrita e con uno scudo con lo stemma sabaudo. Ogni cartolina narra un episodio significativo della storia dell'Unità d'Italia e propone il ritratto di patrioti, militari e protagonisti dello stato unitario.

 


Scoppia il '48

La Guardia civica e il Battaglione della speranza

L'Italia è attraversata da moti insurrezionali, il re di Sardegna dichiara guerra all'Austria. Anche a Imola, che fa parte dello Stato pontificio, spira il vento della rivoluzione e la città si "prepara all'azione" con la Guardia civica e il Battaglione della Speranza. La Guardia civica, voluta nel luglio 1847 da papa Pio IX, è una milizia cittadina per la tutela dell'ordine pubblico all'interno della città. Sono reclutati i cittadini dai 21 ai 60 anni: lo stato maggiore è composto da possidenti e professionisti, i battaglioni da artigiani e coloni. Nel Battaglione della Speranza i giovani dagli 11 ai 13 anni giocano alla guerra e vengono preparati alla guerra: nel giugno 1848 sono aperte le iscrizioni al Battaglione rivolte agli adolescenti imolesi, ma sono esclusi "tutti quei giovanetti che mendicassero per le strade, che fossero scostumati". È una scuola militare per abituare i giovani alla disciplina e alla subordinazione, ma anche "ai diversi movimenti del corpo, alle marcie". Solo agli allievi più abili ed esperti vengono dati "schiopetti di legno, onde far loro conoscere il maneggio dell'armi".

Accade a Imola nel 1848


1849. La Repubblica romana

L'esperienza di giovani patrioti imolesi

Sul finire del 1848 la situazione politica nello Stato pontificio è critica per la tenace opposizione delle forze antigovernative. Pio IX fugge da Roma per riparare a Gaeta. Il 9 febbraio 1849 è proclamata la Repubblica romana e la fine del potere temporale dei papi. Si forma un'assemblea costituente dello Stato romano, della quale fa parte anche l'imolese Rinaldo Andreini. Dal 29 marzo la Repubblica romana è guidata dal triumvirato composto da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini. La Guardia civica si trasforma in Guardia nazionale e diventa il "braccio armato" a difesa della repubblica appena costituita. Tra il febbraio e la fine di giugno confluiscono a Roma patrioti da tutta Italia. I volontari imolesi sono giovani, per lo più poco più che ventenni, e tra loro alcuni perdono la vita per difendere la Repubblica. I caduti sono il maggiore Alessandro Meloni, Domenico Baldinotti, Giuseppe Masi, Vincenzo Nesti. Le forze papaline prendono il sopravvento e all'inizio di luglio entrano in città. Cade la Repubblica romana. La Guardia nazionale viene disciolta.

Accade a Imola nel 1849

 


L'Italia si fa o si muore

Le guerre d'indipendenza e l'annessione al Regno di Sardegna

Imola ritorna sotto lo Stato pontificio. Gli ideali di libertà e di uguaglianza politica e civile, principi fondanti della Repubblica romana, sono penetrati negli animi di uomini e donne, travolti nel vortice della rivoluzione. Dopo oltre 300 anni di potere papale il percorso della storia ha una svolta e un'accelerazione: in dieci anni, tra il 1849 e il 1859, tre guerre di indipendenza spazzano via lo straniero da quasi tutta l'Italia. Nel 1859 Imola e gran parte della penisola è sotto il Regno di Sardegna.

Accade a Imola 1851-1860


L'Italia è unita

Cambiamenti a Imola dopo l'Unità

Il 17 marzo 1861 il Parlamento di Torino proclama re dell'Italia unita Vittorio Emanuele II. Termina il lungo percorso di unificazione politica segnato dai moti e dalle battaglie risorgimentali. Inizia il cammino degli italiani verso la costruzione della loro identità nazionale e l'avvio di significative trasformazioni amministrative, sociali e culturali. Il primo sindaco di Imola nell'Italia unita è Giuseppe Scarabelli Gommi Flamini, che coordina il primo censimento della popolazione imolese. Nel maggio 1862 sono pubblicati i risultati del censimento che restituiscono un quadro dettagliato sulla città e i suoi abitanti. Per fronteggiare l'analfabetismo dilagante il Comune apre le scuole serali rivolte principalmente agli adulti lavoratori. In città è introdotto anche il nuovo sistema metrico decimale che modifica profondamente la vita quotidiana.

Accade a Imola 1861-1875

Accade in Italia 1871-1918

 


I reduci: democratici e moderati

Le Società dei reduci dalle patrie battaglie

L'associazionismo patriottico nel primo ventennio unitario è presente in numerosi comuni italiani. Le associazioni di ex garibaldini e militari affiancano alla finalità assistenziale e mutualistica l'obiettivo di preservare la memoria del Risorgimento e del culto della patria per alimentare un vincolo identitario nel quale i soci si possano riconoscere. I buoni auspici sociali alla base dell'istituzione delle società dei reduci non riescono tuttavia a tenere insieme ideali politici diversi e contrastanti. Dalla società democratica, la Società dei reduci dalle patrie battaglie e dall'esercito d'Imola istituita nel 1876 con presidente onorario Giuseppe Garibaldi, escono nel 1888 alcuni componenti conservatori e filo-monarchici che fondano la Società di mutuo soccorso fra i superstiti dalle patrie battaglie con presidente Giuseppe Mirri. La causa della scissione è provocata dalla proposta di alcuni membri dell'associazione di dare l'adesione ufficiale della società alla cerimonia in onore del re Umberto I in visita a Imola, il 5 settembre 1888. La proposta si scontra con il dissenso della maggioranza dei soci e la società si spacca.

Accade a Imola 1878-1895

 

 


Imolesi in Africa e in Grecia

Le nuove battaglie di liberazione

La politica colonialista dello Stato sabaudo porta gli italiani in Africa orientale. Il generale Carlo Manara (Imola, 1866-1945) partecipa alla campagna d'Abissinia: combatte nella battaglia di Adua il primo marzo 1896 ed è protagonista della difesa del forte di Adigrat nel maggio 1896. Nel 1897 la guerra greco-turca fa convergere le forze di volontari provenienti da tutta Italia in nome della libertà. Anche alcuni giovani imolesi accorrono in aiuto dei patrioti greci per lottare al loro fianco per l'indipendenza dallo straniero. Partono per la Grecia: Ercole Tamburini, Giuseppe Raffaele Serrantoni, Anselmo Marabini, Giuseppe Zanelli, Francesco Cremonini, Ugo Cremonini, Lazzaro Rafuzzi e Caio Costa.

Accade a Imola 1898-1899


La Grande Guerra

L'ultima guerra di indipendenza

La Grande Guerra è scoppiata da poche settimane e su tutto il territorio della penisola si costituiscono gli Uffici per notizie alle famiglie dei militari di terra e di mare, con la funzione di reperire notizie intorno ai soldati (feriti, prigionieri, morti, dispersi), trasmesse dal fronte, dai luoghi di cura, dalle autorità militari e dagli uffici internazionali per inviarle alle sezioni interessate. La sottosezione di Imola è istituita nel giugno 1915 dal Comitato locale di preparazione civile e dal Comitato distrettuale della Croce Rossa Italiana. Cleopatra Lorenzini, presidente della sottosezione imolese insieme alle sue collaboratrici dà conforto e supporto logistico alle famiglie per avere notizie sulle condizioni e sullo stato di salute dei propri cari al fronte. A Imola facevano riferimento per richieste d'informazioni i comuni limitrofi: Castel San Pietro, Medicina, Castel del Rio, Fontanelice, Mordano, Tossignano, Casalfiumanese, Castel Guelfo e Dozza.

Accade a Imola 1900-1912