Il Gabinetto di storia naturale di Imola

e il suo curioso ospite

Il 1858 è un anno significativo per Imola e per la vita professionale di Giuseppe Scarabelli.

Scarabelli, infatti, insieme a Giacomo Tassinari, Odoardo Pirazzoli e Giuseppe Liverani, suoi concittadini e amici di scienza, dona al Comune di Imola le collezioni di storia naturale che danno origine al Gabinetto di storia naturale poi Museo civico di Imola. Nello specifico Scarabelli dona le collezioni geologiche e paleontologiche; Giacomo Tassinari (1812-1900) dona l'erbario e la collezioni di conchiglie marine viventi, d'acqua dolce e terrestri; Odoardo Pirazzoli (1815-1884) dona la collezione di coleotteri; Giuseppe Liverani (1826-1874) dona la collezione di uccelli.

La donazione è accettata dal Consiglio comunale di Imola il 13 gennaio 1858. Scarabelli, che ha 38 anni, ne assume la direzione, carica che conserva sino alla morte.

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Elenco di dono delle collezioni di storia naturale proposte al Comune di Imola, dicembre 1857.
Bim, Archivio scientifico Scarabelli, n. 155

All'origine del Gabinetto di storia naturale di Imola c'è il dono proposto al Comune di Imola da 4 cittadini imolesi.
Scarabelli dona le collezioni geologiche e paleontologiche, Pirazzoli i coleotteri, Tassinari l'erbario, le conchiglie marine viventi, d'acqua dolce e terrestri, Liverani gli uccelli.

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Giuseppe Scarabelli, "Gabinetto di storia naturale in Imola. Sala di geologia. Ordinamento scientifico dei saggi in mostra", 1874, locandina acquarellata, firmata e datata in basso a destra.
Bim, Archivio scientifico Scarabelli, n. 156 (Scara/Fi A 105)

La locandina mostra la disposizione delle collezioni nella sala di Geologia del Gabinetto di storia naturale di Imola, così come si presentava nel 1874. Era già conservato nel museo imolese un reperto che nel tempo e ancora oggi affascina i suoi visitatori: la mummia d'Egitto.

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"Descrizione della bambina mummia e de' coccodrilli unito ad un gatto ambi mummie ritrovate da me Pietro [Sciavi] nel viaggio che feci nell'Egitto superiore", metà sec. XIX.
Bim, Archivio scientifico Scarabelli, n. 155

Il documento racconta con ricchezza di dettagli il viaggio nell'Egitto superiore fatto da Pietro [Sciavi] durante il quale fu ritrovata la mummia bambina. L'eploratore e l'autore del documento è Pietro [Sciavi] di cui purtroppo non sappiamo molto. Sappiamo però che direttamente o per suo tramite la mummia bambina è pervenuta a Scarabelli e al Museo civico di Imola dove ancora oggi è custodita.