L’Ospedale

L’Ospedale dei Devoti è fondato tra il 1261 e il 1266 e occupa nel tempo l’intero fabbricato delimitato dalle vie Emilia a sud, Vaini a est, S. Pier Grisologo a nord e vicolo Giudei a ovest. La fondazione dell’ospedale è opera della Compagnia dei Devoti, chiamata anche Società della Beata Maria Vergine o Società di S. Maria delle Laudi, sviluppatasi a Imola attorno al 1260, a seguito della predicazione di Raniero Fasani da Perugia. Sin dalla fondazione, nella gestione ospedaliera i Devoti affiancano alle pratiche di ospitalità per i pellegrini e i viaggiatori bisognosi, la cura degli infermi. La denominazione “S. Maria della Scaletta” compare nei documenti dalla fine del Trecento.

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Indulgenza concessa alla Società dei devoti della Beata Vergine Maria di Imola, Avignone, 2 luglio 1335. Bim, Archivio dell’Ospedale S. Maria della Scaletta di Imola, Carte riordinate da Domenico Andreini, cartella, n. 1

Dodici vescovi concedono ognuno 40 giorni di indulgenza a tutti i laici appartenenti alla Società dei Devoti della Beata Vergine Maria di Imola che, pentiti e confessati, ogni giorno dell’anno dopo compieta (l’ultimo momento di preghiera della giornata) si riuniranno nella sede dei frati domenicani di Imola per cantare le laudi o per portare ceri accesi in onore della Beata Vergine.
La redazione del documento e la realizzazione della decorazione della pergamena avviene nella città francese di Avignone, dove dal 1309 era stata trasferita la sede papale.
Le riunioni e le celebrazioni religiose della Compagnia dei Devoti di Imola si tengono inizialmente nell’ospedale fondato dalla compagnia. Dagli anni Trenta del Trecento le riunioni si svolgono nel convento dei frati domenicani di Imola (attuale Sala del Capitolo dei Musei civici).

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Indulgenza concessa alla Società dei devoti della Beata Vergine Maria di Imola, Avignone, 18 ottobre 1345. Bim, Archivio dell’Ospedale S. Maria della Scaletta di Imola, Carte riordinate da Domenico Andreini, cartella, n. 2

Dodici vescovi concedono ognuno 40 giorni di indulgenza alla Società di Santa Maria delle Laudi di Imola che ogni giorno dell’anno, dopo compieta, si riunisce nella sede dei frati domenicani di Imola per cantare e ascoltare le laudi in onore della Beata Vergine Maria. L’indulgenza è rivolta a tutti coloro che, pentiti e confessati, entreranno in detta Società o parteciperanno all’ascolto delle laudi, a tutti coloro che hanno fatto o faranno opere pie o elemosine in nome della Società, a tutti coloro che la aiuteranno, e a tutti coloro che, con i membri della Società, porteranno il Corpo di Cristo o l’olio sacro agli infermi o che parteciperanno alla loro sepoltura.
La redazione del documento e la realizzazione della decorazione della pergamena avviene nella città francese di Avignone, dove dal 1309 era stata trasferita la sede papale.
La Vergine con in braccio il Bambino avvolge con il suo mantello (consueta rappresentazione della Misericordia) un gruppo di persone, identificabili con i membri stessi della Società.
Le riunioni e le celebrazioni religiose della Compagnia dei Devoti di Imola si tengono inizialmente nell’ospedale fondato dalla compagnia. Dagli anni Trenta del Trecento le riunioni si svolgono nel convento dei frati domenicani di Imola (attuale Sala del Capitolo dei Musei civici).

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La scaletta, simbolo dell’ospedale di Imola. Bim, Archivio dell’Ospedale S. Maria della Scaletta di Imola, Carte riordinate da Domenico Andreini, b. DI, n. 89 “Campione figurato de beni dell’Ospedale d’Imola fatto del 1636”

La denominazione di ospedale "della Scaletta" compare nella documentazione dalla fine del Trecento. Dall'inizio del Quattrocento l’immagine della scala a pioli sormontata dalla croce compare sui sigilli, sugli emblemi dell'ospedale e della confraternita e anche sui documenti.