Archivi familiari e di persone, carteggi privati

pezzi 2993, metri lineari 282 (secc. XII-XXI)

Comprende oltre una sessantina di fondi documentari di persone e famiglie imolesi che hanno svolto la loro attività a Imola.


Alessandretti (secc. XVIII-XIX)

La nobile famiglia Alessandretti si stabilì a Imola nel XVII secolo.
Uno degli esponenti più importanti fu monsignor Alessandro Alessandretti (1738-1815), gesuita, canonico, tesoriere a Imola, poi camerlengo del Capitolo e vicario capitolare, e dal 1796 vescovo di Macerata e Tolentino. Antonio Alessandretti (+1821), nipote del monsignor Alessandro, partecipa alla vita pubblica cittadina, e il figlio Giuseppe (+1835) sposa la duchessa Marianna Meli Lupi Sforza Fogliani d'Aragona. Il loro figlio, Carlo Alessandretti, si unì in matrimonio, nel 1837, con Caterina Codronchi Argeli, dalla quale nasceranno Alessandro e Antonio. Alessandro (1838-1911), laureato in lettere e filosofia all'Università di Bologna nel 1859, fu nel 1862 consigliere comunale a Imola e dal 1876 al 1885 sindaco della città. Il fratello Antonio (1841-1907) nel 1860 divenne l'erede della famiglia materna, assumendo il nome dello zio Giovanni Codronchi Argeli. Un figlio di Alessandro, Federico, fu avvocato e nel 1905 fu eletto sindaco di Casalfiumanese. Nel 1945 Federico Alessandretti donò alla Biblioteca l'archivio e la biblioteca di famiglia, a cui si aggiunse nel 1951 per sua disposizione testamentaria un altro nucleo di libri.

Fondo archivistico

Carte Alessandretti, bb. 4 (1731-1890). Documentazione riguardante Alessandro Alessandretti e la famiglia Alessandretti.

Provenienza: dono di Federico Alessandretti, 1945, e di Leonida Costa, 1969, 1980, 1983.

Strumenti di ricerca

Fausto Mancini, I fondi speciali manoscritti della Biblioteca comunale di Imola, in «Studi Romagnoli», VI, 1955, p. 106 (descrive solo una parte della documentazione).

Documentazione correlata
Carte Codronchi Árgeli - Alessandretti - Compadretti sono conservate alla Biblioteca comunale dell'Archiginnasio di Bologna.

Fondo librario

Comprende 1093 opere in 1517 volumi, e ha mantenuto la sua unità nei depositi storici (Sala 8).

Sono presenti testi di letteratura classica e moderna, di storia anche di ambito locale, 0opere di saggistica, scienze politiche, giuridiche e naturali. Si segnala inoltre la presenza di opere e riviste di argomento venatorio (“Diana”, “Venatoria”, “Il Cacciatore italiano”). Altre riviste riguardano l'ambito locale, come “La Piè” e “La Romagna”. Il fondo comprende anche 202 edizioni musicali.

Il fondo librario è stato donato da Federico Alessandretti nel 1944 e i titoli compaiono nell’Elenco dei libri donati dal c.te Federico Alessandretti, redatto in occasione del dono e conservato nell’Archivio della Biblioteca.

Un piccolo nucleo di 80 opere di argomento venatorio si è aggiunto nel 1951 per legato testamentario. i titoli delle opere sono reperibili nel catalogo storico, le edizioni musicali nel catalogo “Fondo musicale Bianca Belinzaghi”, che include notizie anche del fondo Alessandretti.


Altobelli Bonetti Argentina (1866-1942)

Argentina Bonetti (Imola, 2 luglio 1866-Roma, 26 settembre 1942) visse a Piacenza, Parma e Bologna.
Attivista socialista e dirigente sindacale, sposò nel 1889 il giornalista socialista Abdon Altobelli. Svolse la sua attività, rivolta ai temi del socialismo, dell'organizzazione dei lavoratori braccianti, delle donne e del lavoro minorile, in Emilia, in Romagna e nelle Marche.
Fu segretaria della Federterra di Bologna e fece parte della Direzione nazionale del PSI. Dal 1912 al 1914 fu consigliere del Lavoro e rappresentante dei contadini nel Ministero per l'agricoltura, l'industria e il commercio.
Nel 1922 fu costretta dal regime fascista a lasciare Bologna e si trasferì a Roma presso la figlia, dove rimase sino alla morte.

Fondo archivistico

Carte Argentina Altobelli, b. 1 (1889-1942, con seguiti fino al 1962): documentazione riguardante Argentina Bonetti e il marito Abdon Altobelli (1849-1909).

Provenienza: dono della nipote Ariella Farulli Altobelli, 1964.

Strumenti di ricerca

  • Carte Altobelli Argentina. Inventario, 1993
  • Catalogo a schede A. Costa e altri

Documentazione correlata

Presso la Fondazione di Studi Storici "Filippo Turati" di Firenze è conservato il fondo archivistico Argentina Bonetti Altobelli (http://www.pertini.it/turati/a_altobelli.html).


Alvisi Silvio (1882-1967)

Silvio Alvisi (Imola, 2 maggio 1882-Bologna, 14 agosto 1967) partecipò attivamente alla vita politica, iscritto al partito socialista, fu assessore del Comune di Imola tra il 1908 e il 1914, e nel 1908 divenne consigliere provinciale.
Affiancò all'attività politica quella di letterato umanista, storico e di insegnante all'Istituto tecnico agrario statale “G. Scarabelli” di Imola.

Fondo archivistico

Archivio Silvio Alvisi, bb. 40 (1876-1967): studi, scritti e commemorazioni su Andrea Costa, Giovanni Pascoli e Giosuè Carducci.  Conferenze, relazioni, celebrazioni, articoli di giornali. Notizie di storia locale sulla città di Imola e su personaggi imolesi. Documentazione relativa alla sua attività di insegnante, alla sua attività politica e in particolare alla sua attività di amministratore comunale e provinciale. E' inoltre presente documentazione personale e famigliare (pagelle scolastiche, diplomi, fotografie).

Provenienza: legato testamentario di Silvio Alvisi, 1969.

Strumenti di ricerca

Carte Silvio Alvisi (1876-1967). Ricognizione, 1998.


Andreini Rinaldo (1818-1890)

Rinaldo Andreini (Imola, 30 gennaio 1818-Fort de l'Eau (Algeria), 25 febbraio 1890), seguace delle dottrine mazziniane, partecipò attivamente ai moti insurrezionali e fu più volte arrestato e costretto al confino, in Toscana, in Francia e poi ad Algeri.
Tornato in patria collaborò ai periodici bolognesi “L'italiano” e il “Il Povero, foglio popolare” e prese parte ai moti del 1848; nel 1849 venne eletto nell'Assemblea costituente romana.
Caduta la Repubblica romana, dopo soste a Londra, Bruxelles, Ginevra, Nyon (dove iniziò la collaborazione a “L'Italia del popolo” di Losanna) e Lione, tornò ad Algeri, dove, dal 1850 al 1859 esercitò la professione di medico e si dedicò alla pubblicazione di scritti politici.
Nel 1860 potè rientrare in Italia e diresse il “Corriere del Popolo” a Bologna. Dopo un altro soggiorno ad Algeri, dove si dedicò alla carriera professionale e agli studi, tornò in Italia nel 1867, rimase per qualche mese a Firenze dove diresse “Il dovere”.
Durante il conflitto franco-prussiano si arruolò a fianco dei francesi. Trascorse i suoi ultimi anni ad Algeri in precarie condizioni fisiche e finanziarie.

Fondo archivistico

Archivio Rinaldo Andreini, bb. 4 (1832-1892): documentazione personale e famigliare, lettere, memorie e scritti relativi alla sua attività politica.

Provenienza: dono di Romeo Boni, 1933.

Strumenti di ricerca

Fausto Mancini, Le carte di Rinaldo Andreini conservate nella Biblioteca comunale di Imola, estratto dalla "Rassegna storica del Risorgimento", XLV (1958) , 2, pp. 294-313.


Baccarini Alfredo (1826-1890)

Alfredo Baccarini (Russi (Ra), 6 agosto 1826-Russi (Ra), 3 ottobre 1890) fu ingegnere e autore di molteplici trattati tecnici. Combatté negli anni 1848-1849 nel Veneto e a Bologna partecipò alla riscossa della Romagna del 1859. Eletto deputato nel 1876, fu ministro dei lavori pubblici (1878-1883), si occupò in particolare di questioni come il governo del territorio e la costruzione di infrastrutture pubbliche finalizzate a creare una moderna rete tra vie di comunicazione e aree produttive. Fu deputato della Sinistra storica e segretario generale del Ministero Zanardelli. La figlia Maria sposò Luigi Rava.

Fondi archivistici

Carte Alfredo Baccarini, bb. 8 (1857-1890): corrispondenza e documentazione relativa alla sua attività politica e a quella di studioso.

Provenienza: dono di Riccardo Lanzoni, 1939 e 1955.

Strumenti di corredo
CarteAlfredo Baccarini (1857-1890). Inventario, 1990.

Rava-Baccarini, bb. 7: documentazione relativa ad Alfredo Baccarini e Luigi Rava.

Provenienza: dono di Riccardo Lanzoni, 1963, 1965, 1969, 1971, 1972, 1980, 1981, 1983, 1985, 1987.

Documentazione correlata

Nella Biblioteca del Comune di Russi (Ra) è conservato il fondo archivistico “Alfredo Baccarini”.


Calderini (secc. XVI-XIX)

Antica famiglia imolese, alcuni suoi componenti ricoprirono importanti cariche pubbliche a partire dal secolo XV. Verso la fine del Settecento il patrimonio Calderini si unì a quelli delle famiglie Canti e Vespignani.
Della famiglia si ricordano Giovanni Maria (+1824), su cui vennero concentrati i patrimoni di altre due famiglie imolesi, i Canti e i Vespignani, compresa un'importante collezione di dipinti e di oggetti d'arte, e il figlio Vincenzo (Imola, 1802-Imola, 1878), avvocato.

Fondo archivistico

Archivio Calderini, bb. 9 (secc. XVI-XIX): carteggio, documenti legali, documenti relativi all'amministrazione del patrimonio famigliare, poesie e componimenti vari. La documentazione è riferibile alle famiglie Calderini, Canti e Vespignani.

Provenienza: dono di Vincenzo Calderini, 1878.

Strumenti di corredo

Archivio Calderini. Ricognizione, 1999.

Allo stato attuale la documentazione si trova riunita al nucleo documentario relativo all'amministrazione dell'eredità Calderini da parte del Comune di Imola, lasciata dall'avvocato Vincenzo Calderini (Imola, 1802-Imola, 1878) per la creazione di tre borse di studio.

Altro materiale

I Musei civici di Imola conservano una cinquantina di dipinti dono di Vincenzo Calderini (1878?).


Cattani (secc. XVII-XIX)

Della famiglia si ricordano Vincenzo Cattani da Toranello (+1783), segretario della Comunità di Imola dal 1740 al 1778 e podestà di Casola Valsenio e Riolo e il figlio, Giuseppe Cattani, vicario di Mordano nel 1788, podestà di Casola Valsenio nel 1791-1792, commissario di Bagnara di Romagna nel 1796-1797 e presidente del Consiglio comunale di Imola nel 1813.

Fondo archivistico

Archivio Cattani, bb. 8 (1670-1840, con documenti in copia dal 1520): corrispondenza, documentazione relativa all'attività di Vincenzo Cattani, documentazione relativa alla gestione del patrimonio famigliare.

Provenienza: dono della Congregazione di carità, 1930.

Strumenti di ricerca

Archivio Cattani (1520-1840). Ricognizione, 2001


Codronchi (secc. XV-XX)

La famiglia Codronchi fu una delle più antiche famiglie della città di Imola. Alcuni membri della famiglia spiccarono per la grande importanza avuta in ambito politico, religioso o letterario.
Tra i principali membri della famiglia sono da ricordare Antonio Codronchi (Imola, 1748-Imola, 1826), che nel 1785 divenne arcivescovo di Ravenna, Giovanni Codronchi Argeli junior (Imola, 1841-Roma, 1907), che ebbe un'attività di rilievo nella vita politica e sociale a Imola e nello Stato Sabaudo, e sua figlia Eugenia Codronchi Argeli (Imola, 1865-Castel S. Pietro, 1934), figura significativa nel quadro della letteratura femminile dei primi decenni del Novecento.

Fondo archivistico

Archivio Famiglia Codronchi, bb. 46 (secc. XV-XIX): corrispondenza, documenti legali, documentazione relativa all'amministrazione del patrimonio famigliare, memorie, manoscritti, inventari.

Provenienza: dono di Eleonora Codronchi Argeli, 1954.

Strumenti di ricerca

Morena Sena, L'archivio dei conti Codronchi in Imola (secc. XV-XX). Inventario, rel. G. Rabotti, Bologna, Università degli studi, a.a. 2000-2001, tesi di laurea.

Documentazione correlata
Carte Codronchi Árgeli - Alessandretti - Compadretti sono conservate alla Biblioteca comunale dell'Archiginnasio di Bologna.


Codronchi Giovanni Jr. (1841-1907)

Antonio Alessandretti (Imola, 14 maggio 1841-Roma, 9 maggio 1907), figlio di Carlo Alessandretti e di Caterina Codronchi Argeli, nel 1860 assunse il nome dello zio materno Giovanni Codronchi, in osservanza delle sue disposizioni testamentarie.
Fu sindaco di Castel S. Pietro Terme (1866), consigliere comunale e sindaco di Imola (1867-1875), consigliere provinciale (1867-1889), presidente del Consiglio provinciale (1870-1875), segretario generale al ministero dell'interno (1875), deputato alla Camera (1871-1888), prefetto di Napoli (1889-1890) e Milano (1890-1893), senatore nel 1889, Commissario Civile per la Sicilia (1896-1897), e ministro della pubblica istruzione (1897). Il 5 febbraio 1865 sposa Giulia Pizzoli. Dal matrimonio nascono otto figli di cui sopravvivono quattro femmine: Eugenia (poetessa conosciuta con lo pseudonimo di "Sfinge"), Elisabetta, Margherita, Eleonora.

Fondo archivistico

Archivio Giovanni Codronchi Jr., bb. 167 (1848-1907, con seguiti al 1928): carteggio, documentazione personale, documentazione relativa alla sua attività politica. Comprende anche documentazione fotografica ("Codronchi Giovanni Jr.-Archivio Fotografico", bb. 2).

Provenienza: dono di Eleonora Codronchi Argeli, 1954.

Strumenti di ricerca

  • Archivio Giovanni Codronchi junior. Inventario, a cura di Gabriele Bezzi, 1995. Consulta on line l'inventario.
  • Catalogo a schede Carte Codronchi.

Documentazione correlata
Carte Codronchi Árgeli - Alessandretti - Compadretti sono conservate alla Biblioteca comunale dell'Archiginnasio di Bologna.


Contavalli Primo e famiglia (secc. XIX-XX)

Primo Contavalli (Imola, 1899-1989) sin da giovanissimo affianca il padre Luigi (Imola, 1862-1954) nel laboratorio di ebanisteria e liuteria. Socialista come il padre, Primo si iscrive al Partito socialista italiano sin dal 1919. Nel 1945, insieme al fratello Secondo e ad altri artigiani imolesi di ispirazione antifascista, fonda la sezione locale dell'Artigianato provinciale bolognese (Apb) di cui Secondo ricopre l'incarico di segretario. Numerosi sono gli incarichi assunti da Primo nel corso degli anni: dal 1951 al 1956 è assessore all'igiene, vice sindaco e consigliere comunale; negli anni '50 e '60 è membro del Consiglio d'amministrazione della Casa di riposo per inabili al lavoro di Imola e presidente del Patronato scolastico di Imola; negli anni '60 è membro della Commissione provinciale per l'artigianato; è segretario de "Gli Amici dell'arte", l'associazione imolese fondata nel 1945 da Primo, Rezio Buscaroli e il pittore Anacleto Margotti. Nel 1924 Primo si sposa con Rosa Landi e dal matrimonio nascono Violanna e Paola. Paola, in particolare, è da sempre legata alla musica: cantante, ha portato la sua voce in giro per il mondo e continua a dedicarsi alla ricerca musicale e allo spettacolo.

Fondo archivistico

Carte Primo Contavalli e famiglia, fascc. 16 (1917-1986): corrispondenza, corrispondenza di guerra di Primo e Secondo Contavalli, documentazione relativa all'attività politico-amministrativa di Primo Contavalli, fotografie, materiali a stampa.

Provenienza: dono eredi Paola Contavalli, Paolo Dall'Osso, Carlo Dall'Osso, 2013.

Strumenti di ricerca
Carte Primo Contavalli e famiglia, inventario a cura di Silvia Crociati, 2014, realizzato con il contributo scientifico e il sostegno economico della Soprintendenza archivistica per l'Emilia-Romagna.

Altra documentazione
Presso l'Archivio storico comunale di Imola è conservato anche l'Archivio Liuteria Contavalli di Imola.
Presso l'Archivio storico comunale di Imola è conservata anche documentazione dell'Ebanisteria Contavalli di Imola.


Codronchi Argeli Eugenia “Sfinge” (1865-1934)

Eugenia Codronchi Argeli (Imola, 15 aprile 1865-Castel San Pietro, 2 giugno 1934), figlia del senatore Giovanni Codronchi Argeli e di Giulia Pizzoli, fu poetessa, letterata, e pubblicista. Viaggiò a lungo e soggiornò oltre che a Imola, a Bologna, a Palermo, a Napoli, per ampi periodi a Milano e a Roma. Con lo pseudonimo di Sfinge, pubblicò una ventina di volumi, fra romanzi, raccolte di novelle, opere teatrali, monografie di personaggi celebri, saggi e numerosi articoli su giornali e riviste. Negli ultimi anni della sua vita si ritirò a Coccapane, presso Castel San Pietro Terme, dove visse con l'amica e scrittrice milanese Bianca Belinzaghi.
Alla sua morte Eugenia Codronchi Argeli lasciò per legato testamentario alla Biblioteca comunale di Imola la sua biblioteca, l'archivio di famiglia, le medaglie e le decorazioni, i ritratti e i cimeli storici dell'eredità paterna, vincolando però l'effettiva consegna alla morte delle sue due eredi: l'amica Bianca Belinzaghi e la sorella Eleonora. Tale legato giunse in Biblioteca in momenti diversi in un arco di circa vent'anni (1934-1954). Anche Bianca Belinzaghi lasciò alla sua morte nel 1943 libri e documenti alla biblioteca.

Fondo archivistico

Carte Sfinge, bb. 13 (seconda metà sec. XIX- prima metà sec. XX): carteggio, manoscritti teatrali, manoscritti letterari, documenti legali. Il carteggio comprende prevalentemente lettere inviate a Sfinge, ma anche missive trasmesse a componenti della famiglia Codronchi e a Bianca Belinzaghi.

Provenienza: legato di Eugenia Codronchi (1934) e di Bianca Belinzaghi (1943).

Strumenti di ricerca

Carte Sfinge. Carteggio (1862-1942). Elenco dei fascicoli, a cura di Maurizio Brusa, 2004.

Fondo librario

Comprende circa 3000 opere tra libri e opuscoli, ha mantenuto la sua unità nei depositi storici (Sala 12).
La raccolta rispecchia il sodalizio intellettuale di Eugenia Codronchi e Bianca Belinzaghi e la loro attività letteraria che ha stretti legami con la cultura del tempo: numerosi i testi letterari, di cui molte prime edizioni corredate da dediche. Presenti i classici moderni e contemporanei e saggi di linguistica, teatro, religione, arte, scienze naturali, geografia e agricoltura. Si trovano anche libri di argomento storico, politico, giuridico ed economico e pubblicazioni di interesse locale, di cui molti appartenenti al padre di “Sfinge” Giovanni Codronchi Argeli.
Il fondo proviene da legati testamentari di Eugenia Codronchi (1934) e di Bianca Belinzaghi (1943). Il legato di Eugenia Codronchi è descritto nell’Elenco libri e opuscoli della famiglia Codronchi destinati alla Biblioteca, redatto in occasione del dono, conservato nell’Archivio della Biblioteca.
I titoli sono reperibili nel catalogo storico.

Fondi iconografici

Comprendono alcune migliaia di fotografie, cartoline e stampe giunte in legato insieme alla biblioteca personale. Parte del materiale è collocato in maniera unitaria nei depositi storici (Sala 12), parte è distribuito nei fondi iconografici.
I materiali riflettono il gusto di un'epoca, l'amore per il collezionismo, i viaggi e l'arte delle due intellettuali. Presenti in prevalenza ritratti di personaggi illustri, alcuni corredati da dediche, ricordi di viaggio, fotografie di opere d'arte e album di famiglia.
I documenti sono parzialmente descritti nell’Inventario dei fondi iconografici.

Fondo musicale Bianca Belinzaghi

Il fondo comprende 1800 volumi tra opere musicali, a stampa e manoscritte, e spartiti.
I materiali sono descritti nel catalogo “Fondo musicale Bianca Belinzaghi”


Cortini Giuseppe Fortunato (1858-1937)

Giuseppe Fortunato Cortini (Castel del Rio, 27 marzo 1858-Imola, 28 maggio 1937) insegnante al seminario di Imola, fu presidente della Congregazione di carità, consigliere comunale e assessore del Comune di Fontanelice.
Studioso e pubblicista, collaborò con numerosi periodici (“La vespa del Santerno”, “Domenica in famiglia”, “Mente e Cuore”), fu fra i fondatori del settimanale “Eco della Diocesi”, fu direttore del “Diario” e de “La Patria”.

Fondo archivistico

Archivio Giuseppe Fortunato Cortini, bb. 6 (secc. XIX-XX): estratti d'archivio, note, appunti e documentazione relativa ai suoi studi sulla città di Imola e sulla vallata del Santerno.

Provenienza: legato di Giuseppe Fortunato Cortini, 1937.

Strumenti di corredo

  • Fausto Mancini, I fondi speciali manoscritti della Biblioteca comunale di Imola, in «Studi Romagnoli», VI, 1955, p. 111
  • Catalogo a schede per autori dei manoscritti
  • Inventario manoscritti (la documentazione era conservata fra i fondi manoscritti della Biblioteca comunale di Imola).

Fondo librario

Il fondo fu acquisito dalla Biblioteca nel giugno del 1937, per volontà testamentaria del canonico Cortini: dall’elenco redatto in occasione dell’acquisizione si evince che i 145 volumi e i 106 opuscoli che lo compongono riguardano prevalentemente la religione, la storia e la letteratura. Il legato comprende anche tredici manoscritti, ora confluiti nell’Archivio Giuseppe Fortunato Cortini, tra cui il dattiloscritto in tre volumi della Storia di Imola di cui è autore.
I libri sono ora collocati in diverse stanze (sale 7 e 8) e, tra le numerose edizioni ottocentesche, si segnala la presenza di sette cinquecentine.
I titoli sono reperibili nel catalogo storico e nel catalogo online.


Costa Andrea (1851-1910)

Andrea Costa (Imola, 29 novembre 1851-Imola, 19 gennaio 1910), uomo politico, fu uno dei fondatori del socialismo italiano. Più volte incarcerato per attività rivoluzionaria, visse per alcuni periodi in esilio in Svizzera, dove si legò ad Anna Kuliscioff, e poi in Francia. Collaborò a periodici e riviste di carattere politico, tra cui “Fascio operaio”, “La plebe”, “Il martello”. Il primo maggio del 1880 fondò con i socialisti de “La plebe” la “Rivista internazionale del socialismo”, la cui pubblicazione fu interrotta dopo pochi mesi; nell'aprile del 1881 fondò ad Imola il settimanale socialista “'Avanti!...”, la cui redazione venne trasferita a Roma nel 1884. Fu corrispondente per “Il Messaggero”.

Nel 1882 fu eletto primo parlamentare socialista alla Camera dei deputati. Nel 1892 fu eletto presidente del Primo congresso socialista nazionale, aderì al Partito socialista dei lavoratori italiani nel 1893. A Imola fu presidente della Congregazione di carità. Nel 1909 fu eletto vicepresidente della Camera dei deputati.

Fin dal 1891 Costa fece dono alla Biblioteca di opuscoli. Nel 1909 Andrea Costa affidò i suoi libri e le sue carte all'amico e compagno socialista Nullo Baldini con l'indicazione di donare i libri alla Biblioteca comunale di Imola. In merito ai documenti Costa scriveva: "Credo siano carte inutili, distruggile". Baldini, su consiglio di Leonida Bissolati, direttore dell'"Avanti", consegnò libri e carte all'imolese Romeo Galli, direttore della biblioteca comunale, al quale era unito da una lunga amicizia e da una solida fede politica. Negli anni successivi la biblioteca acquisì altre carte dono di amici e compagni politici di Costa: Angelo Negri, Ugo Tamburini, Alfredo Xella, Anselmo Marabini.

Bibliografia

Nazario Galassi, Vita di Andrea Costa, Milano, Feltrinelli, 1989.

Renato Zangheri, Andrea Costa, in Dizionario biografico degli anarchici italiani, Pisa, BFS, 2003, vol. I, pp. 453-459.

Carte e libri di Andrea Costa, a cura di Paola Mita, Imola, Biblioteca comunale di Imola, 2010.

Fondo archivistico

Carte Andrea Costa, unità documentarie 4792 e fascc. 17 (condizionati in 39 buste), voll. 11, regg. 2, album 1 (1872-1960): carteggio e documenti personali; documentazione relativa ai funerali; documentazione relativa alle commemorazioni in onore di Andrea Costa del 1911, 1951, 1960. Si segnala la presenza nel fondo di oltre 240 lettere tra Costa e Anna Kuliscioff.

Provenienza: Andrea Costa, 1910 e provenienze diverse, tra cui Angelo Negri, Ugo Tamburini, Alfredo Xella, Anselmo Marabini; il "Rendiconto del congresso socialista" del 1902 (dono Learco Andalò, 2005) .

Strumenti di ricerca

Fausto Mancini, Le carte di Andrea Costa conservate nella Biblioteca comunale di Imola, Roma 1964 (Quaderni della Rassegna degli Archivi di Stato, 26).

Le carte, inventario a cura di Simona Dall'Ara, Paola Mita, Fabrizio Monti, in Carte e libri di Andrea Costa, a cura di Paola Mita, Imola, Biblioteca comunale di Imola, 2010, pp. 41-463.  Consulta on line l'inventario.

Documenti e oggetti di Andrea Costa, pezzi 394 condizionati in 1 busta e 1 cartella (1886-1910, con seguiti al 1970): corrispondenza, appunti, fotografie e materiali a stampa; borsa utilizzata da Costa nella sua attività di deputato al Parlamento italiano e medaglione con effige di Giuseppe Mazzini.
Provenienza: dono Tina Girolimetti, pronipote di Andrea Costa, 2016.

Strumenti di ricerca

Elenco di consistenza, 2016.

Documentazione correlata
Presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano è conservato il fondo Andrea Costa.

Fondo librario

Comprende oltre 1400 titoli tra libri e opuscoli e ha mantenuto la sua unità nei depositi storici. Prevalgono testi di filosofia, politica, economia politica e sociologia, sono presenti documenti che testimoniano l'attività di partito, gli atti dei congressi e i rendiconti del Partito socialista italiano, oltre ad almanacchi socialisti e popolari. Si trovano numerosi volumi di letteratura italiana e straniera anche in lingua originale. Presenti le pubblicazioni di Andrea Costa, e quasi tutti i discorsi tenuti alla Camera dei deputati. Ancora in vita Andrea Costa fece dono di opere alla Biblioteca. La sua libreria invece pervenne con legato testamentario nel 1910, ed è descritta nell’Inventario dei libri che appartenevano all’on. Andrea Costa, redatto in occasione del dono e conservato nell’Archivio della Biblioteca.
I titoli delle opere sono reperibili nel catalogo storico e on lineSfoglia o cerca un titolo.


Costa Francesco "Checco" (1911-1988)

Francesco Maria Costa (Imola, 9 aprile 1911-30 luglio 1988), per tutti "Checco", dopo il diploma conseguito al Liceo classico di Faenza, si iscrive a Bologna alla Facoltà di Agraria, dove si laurea nel 1937 con una tesi dal titolo "Il mercato dei prodotti e dei servigi produttivi nell'agricoltura imolese dal 1925 al 1934". Nel 1938 conosce Silvana Marchesi che diventa sua moglie l'anno successivo. Dal matrimonio nascono nel 1941 Claudio Marcello (medico, ideatore e direttore della Clinica mobile) e nel 1943 Carlo (avvocato e speaker ufficiale dell'autodromo di Imola).
Intenditore di grano e sementi, Checco esercita la professione di perito agrario, amministrando i poderi di proprietà dell'Ente comunale di assistenza e sperimentando le qualità di grano più adatte al territorio imolese. Dopo aver selezionato una varietà di grano che chiamerà "San Prospero Checco", il ministero dell'Agricoltura lo nomina suo consulente. Alla professione di perito, Checco affianca la sua grande passione: la moto. Dal 1926 partecipa alle attività del Moto club di Imola di cui diventa segretario generale dal 1936 e presidente dal 1946. E' tra i maggiori promotori dell'autodromo di Imola, inaugurato il 25 aprile 1953, ed è l'ideatore di gare motociclistiche innovative e all'avanguardia organizzate durante la sua lunga presidenza al Moto club Santerno di Imola. Nel 1986 è insignito al Quirinale dal presidente Francesco Cossiga e a Ginevra dalla Federazione motociclistica internazionale del più alto riconoscimento riservato alle personalità che hanno fatto grande lo sport in campo mondiale.
Muore, in seguito a un incidente, il 30 luglio 1988.

Bibliografia
Angelo Dal Pozzo, Claudio Ghini, Checco Costa a Imola, passione moto, Imola, Bacchilega editore, 2011.

Fondo archivistico

Carte Francesco Maria Costa, fascc. 8 (1930-1972, con antecedenti all'inizio del XX secolo e seguiti al 2011): documentazione prevalentemente relativa all'attività di perito agrario svolta da Costa (registri di conti e di amministrazione dei poderi, monografie a stampa e dattiloscritti).

Provenienza: dono famiglia Costa, 2013.

Strumenti di ricerca
Carte Francesco Maria Costa, inventario a cura di Laura Berti Ceroni, 2014.
Consulta on line l'inventario.

Altra documentazione
Nell'Archivio storico comunale di Imola è conservato anche l'Archivio del Moto club Santerno di Imola.