Enti


Azienda Unità Sanitaria Locale (AUSL) di Imola

viale Amendola 2, 40026 Imola (BO)
tel: 0542/604145 - fax: 0542/604013
e-mail ausl@ausl.imola.bo.it
web www.ausl.imola.bo.it
documentazione: ml. 5350 (1844-2005)
consultabile previo accordo con il responsabile

Azienda Unità Sanitaria Locale (AUSL) di Imola (1994-)

L’Azienda Unità Sanitaria Locale (AUSL) di Imola, ente dotato di personalità giuridica e autonomia amministrativa, contabile, tecnica, a seguito della delibera 2450/94 della Giunta Regionale dell’Emilia Romagna dal 1 luglio 1994 subentra alla Unità Sanitaria Locale (USL) n. 23 di Imola. Costituita da un insieme di servizi e uffici sanitari e amministrativi, l’AUSL eroga prestazioni sanitarie di prevenzione, cura, riabilitazione e medicina legale nell’ambito territoriale di propria competenza, secondo i livelli essenziali di assistenza (LEA) definiti dalla normativa vigente. L’AUSL di Imola svolge la sua attività nel comprensorio imolese e precisamente nei comuni di Imola, Castel San Pietro Terme, Castel Guelfo, Dozza, Mordano, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice, Castel del Rio e, dal 2003, Medicina.

Ospedale Santa Maria della Scaletta (1272-1802)
Ospedale civile (1802-1971)

Nel 1275 a Imola il movimento dei Flagellanti costruisce un edificio destinato ad accogliere i malati della città e dei sobborghi. Il nucleo originario subisce nel 1409 e nel 1488 due processi di unificazione con altri sette ospedali. Nel linguaggio popolare già dalla fine del XIV secolo il complesso prende il nome di ospedale “Santa Maria della Scaletta”. La dedicazione della Scaletta sembra essere legata alla scala, simbolo della passione del Cristo. Il complesso è sottoposto ad un nuovo processo di ampliamento a partire dal 1782 grazie all’intervento del vescovo Carlo Bandi. Durante la dominazione napoleonica, il complesso ospedaliero di Imola prende la denominazione di civile. Istituita nel 1859 la Congregazione di carità l’amministrazione dell’ospedale passa a quest’ultima. Con la legge 3 giugno 1937, le Congregazioni sono soppresse e il loro patrimonio e le loro attribuzioni sono trasferiti agli Enti Comunali di Assistenza. Tale legge prevede, inoltre, per le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza con fini diversi dall’assistenza generica, immediata e temporanea, la possibilità di una amministrazione autonoma. In applicazione di detta legge, nel 1938, vengono istituiti a Imola sia l'Ente Comunale di Assistenza sia l'Amministrazione degli Ospedali e Istituzioni Riunite d’Imola che eredita i seguenti enti in precedenza gestiti dalla Congregazione: Ospedale Civile, detto Ospedale S. Maria della Scaletta, Ospizio Cronici, Eredità Fontana, Opera pia Istituto di maternità, Opera pia Buon pastore, Orfanotrofi maschile e femminile. Tale situazione non cambia sino al 1971 allorché è istituito l’Ente ospedaliero a seguito della legge 12 febbraio 1968, n. 132.

Ente ospedaliero (1971-1980)

L’Ente Ospedaliero, istituito nel 1971 mediante decreto del presidente della Regione, in attuazione della legge 12 febbraio 1968, n. 132, gestisce l’Ospedale Civile e l’Ospedale Psichiatrico. Nel 1981, in seguito alla nascita del Servizio Sanitario Nazionale, istituito con la legge 23 dicembre 1978, n. 833, l’Ente ospedaliero viene sostituito dalla Unità Sanitaria Locale n. 23 di Imola.

Unità Sanitaria Locale 23 di Imola (1981-1994)

Le Unità Sanitarie Locali (USL) sono un’insieme di servizi e uffici sanitari e amministrativi attraverso cui il Servizio Sanitario Nazionale svolge i propri compiti di assistenza sanitaria in un determinato ambito territoriale. Il funzionamento delle USL è regolato da leggi regionali. A Imola dal 1981 al 1994 è attiva l’Unità Sanitaria Locale (USL) n. 23 di Imola.

Asilo psichiatrico (1844-1880)

Quando nel 1841 Cassiano Tozzoli (Imola, 1785-Imola, 1863, medico) viene nominato direttore amministrativo e sanitario dell’ospedale, il reparto psichiatrico presso l’ospedale era un ambiente malsano, senza assistenza medica specifica e poteva ospitare solo 14 pazienti. Il nuovo direttore si dedica perciò alla costruzione di un nuovo stabile più funzionale e capace di ospitare 80 pazienti. Questo nuovo ospedale, chiamato Asilo psichiatrico, viene inaugurato nel 1844.

Manicomio centrale o Santa Maria della Scaletta (1880-1897)
Manicomio provinciale di Bologna in Imola (1897-1926)
Ospedale psichiatrico provinciale Luigi Lolli (1926-1980)

Nel 1862 il nuovo direttore dell’ospedale Luigi Lolli (Riolo Terme, 1819-Imola, 1896, medico) avverte l’inadeguatezza dell’Asilo psichiatrico, vista la crescente richiesta di posti letto. Decide così di edificare un nuovo manicomio i cui lavori di costruzione iniziano nel 1869 e vengono portati a compimento nel 1880. La nuova struttura, chiamata Manicomio centrale o Santa Maria della Scaletta può ospitare fino a 800 malati. Anche i posti letto del nuovo manicomio si rivelano ben presto insufficienti e si decide pertanto la costruzione di un nuovo Ospedale psichiatrico detto dell’Osservanza la cui costruzione termina nel 1890. Dopo la morte del Lolli nei due manicomi non più ben amministrati si creano situazioni di degrado degli ammalati e degli ambienti. La Congregazione di carità decide così di vendere i due stabili: il centrale adiacente all’Ospedale di Santa Maria della Scaletta e la struttura di complemento detta dell’Osservanza. La provincia di Bologna compra nel 1897 solo la sede centrale. Si crea così a Imola una singolare situazione con la presenza nella città di due manicomi di proprietà, personale e pazienti di provenienza diversa. Nel manicomio centrale che viene chiamato Manicomio provinciale di Bologna in Imola sono ricoverati i pazienti provenienti dalla sola provincia di Bologna.

Manicomio dell’Osservanza (1890-1971)

Il Manicomio dell’Osservanza viene costruito nel 1890 in seguito al bisogno crescente di posti letto del Manicomio centrale. Quando nel 1897 si decide la vendita delle due strutture, l’Osservanza rimane di proprietà imolese e in essa sono ricoverati i pazienti provenienti da tutte le province, esclusa quella di Bologna. Nel corso degli anni, l’Osservanza, dovendo ospitare un numero sempre maggiore di pazienti, subisce lavori di ampliamento. Nel 1971 con l’istituzione dell’Ente ospedaliero, la gestione del Manicomio dell’Osservanza passa al neonato Ente.

 

Archivio Azienda unità sanitaria locale di Imola

estremi cronologici: 1844-2005
consistenza e sviluppo lineare: regg. 3064, bb. 29761, fascicoli 5920, carpette 71, mazzi 202, scatole 1966 pari a ml. 5350
documentazione: presso singoli servizi e/o uffici si individuano i seguenti nuclei documentari:
Dipartimento servizi amministrativi. Servizio affari generali, regg. 897, bb. 1459, mazzi 1 (1871-2000): statuti e regolamenti; delibere e protocolli; carteggio amministrativo; miscellanea. Area del personale, regg. 1070, bb. 1403, mazzi 2, scatoloni 39, ml. 1,57 (1912-2000): carteggio; concorsi; contabilità; miscellanea. Servizio attività tecniche (SAT), bb. 575 (1962-1999): carteggio amministrativo; contabilità; lavori pubblici. Ragioneria-Sezione operativa dipartimento economico finanziario (SODEF), regg. 712, bb. 7190 (1886-1999): carteggio; contabilità; sovvenzioni per le cure termali; miscellanea.
Presidio ospedaliero di Imola. Direzione sanitaria, regg. 79, bb. 652, carpette 5, mazzi 176, scatoloni 882 (1983-2000): carteggio amministrativo; personale; contabilità; spedalità. Cartelle cliniche, bb. 11986, regg. 110, scatoloni 18, ml. 2,60 (1918-2001): cartelle cliniche; registri operatori e di pronto soccorso; referti radiologici. Farmacia, regg. 37, bb. 473, fascc. 20, scatoloni 138 (1972-1997).
Distretti. Medicina di base, bb. 2000, scatoloni 661 (1978-2001): personale; centro unico di prenotazione (CUP); documentazione sanitaria relativa a cittadini stranieri, all’esenzione dal ticket, alle prescrizioni dei medici; matrici di ricettari. Dipartimento salute della donna e dell’infanzia, bb. 109 (1974-2000). Servizio tossicodipendenze (Ser.T), regg. 7, bb. 87 (1990-2001): amministrazione; personale; documentazione sanitaria. Genetica medica bb. 226 (1984-1999): carteggio amministrativo; documentazione sanitaria. Unità operativa medicina riabilitativa (UOMR), regg. 2, fascc. 59000, mazzi 2, scatoloni 4 (1990-2001): amministrazione; documentazione sanitaria. Dipartimento di prevenzione, regg. 12, bb. 213 (1970-1998): carteggio amministrativo. Servizio di igiene pubblica, regg. 15, bb. 647, scatoloni. 20, ml. 54 (1945-1998): carteggio amministrativo. Servizio veterinario, regg. 13, bb. 504, scatoloni 33, ml. 3,5 (1967-1998): carteggio amministrativo. Servizio di Prevenzione e sicurezza nell’ambiente di lavoro, bb. 311 (1970-1998): carteggio amministrativo. Dipartimento di salute mentale: Manicomio centrale, bb. 230 (1844-1994); Manicomio dell’Osservanza, regg. 110, bb. 1358 (1846-1996).
Polo formativo. bb. 338, carpette 17, schedari 4 (1987-2001): corsi per infermieri, terapisti, addetti all’assistenza di base.
storia archivistica
: l’archivio si configura come archivio unico. L'Archivio dell'Azienda USL di Imola comprende anche documentazione di enti ospedalieri e assistenziali che hanno preceduto l'Azienda USL.
documentazione correlata: documentazione degli enti assistenziali e ospedalieri cittadini (2650 pezzi circa per uno sviluppo di ml. 160 circa, XIV-XX secolo), si trova presso la Biblioteca comunale-Archivio storico comunale di Imola. In particolare si tratta di documentazione prodotta dall’ Ospedale di Santa Maria della Scaletta, bb. 148, regg. 823, mazzi 21, cartella 1 (1335-1944), dal Brefotrofio, bb. 233, regg. 699, mzz. 20 (1273-1968), dagli Ospedali psichiatrici, bb. 67, regg. 71 (1812-1938) e dalla Congregazione di carità, bb. 102, regg. 457 (1802-1935).
bibliografia:
Regolamenti per il venerabile Ospitale d'Imola, Imola, da F. Dal Monte Casoni stamp. vescovile, 1818; A. G., Manicomio in Imola, in "L'Utile Dulci", 2, 1843, n. 32, pp. 263-264; L. Lolli, Il manicomio d'Imola. Monografia presentata all'Esposizione emiliana, Imola, Galeati, 1888; L. Lolli, Origine e fondazione del manicomio d'Imola, Imola, Galeati, 1890; La Congregazione di carità e i suoi istituti, in Comune di Imola. Rassegna dell’attività comunale in sei anni di regime fascista edita in occasione della visita dei Reali d’Italia 13 giugno 1928, Imola, Galeati, 1928, pp. 95-113; Nel VII centenario dell'ospedale civile, Imola, Galeati, 1966; N. Galassi, Gli ospedali psichiatrici nella vita imolese, in Iomla come Imola, Bologna, Cappelli, 1968, pp. 155-172; N. Galassi, Dieci secoli di storia ospitaliera a Imola, Imola, Galeati, 1970; Nuovo ospedale S. Maria della scaletta di Imola, Imola, USL 23, 1989; Il centro di rianimazione e terapia intensiva del nuovo ospedale S. Maria della Scaletta di Imola, Imola, USL 23, 1990; La città proibita. Nascita e fine dell’Ospedale Psichiatrico di Imola (1844-1994), Imola, Galeati, 1994; La città dei matti non esiste più, in "Sabato sera", 36, 1997, n. 3, pp. 5-12.

Barbara Menghi Sartorio 2002


Centro Studi per la Storia del lavoro e delle comunità territoriali di Imola

piazza Matteotti 8, 40026 Imola (BO)
tel. 0542/33485 - fax 0542/25998
e-mail centrostudi@fondcrimola.it
www.fondcrimola.it/centro_studi/index.htm
documentazione: ml. 2 (1995-2002)
non consultabile

Centro studi per la storia del lavoro (1995-2002)
Centro studi per la storia del lavoro e delle comunità territoriali di Imola (2002- )

Nato nel 1995 nell'ambito delle iniziative di promozione culturale della Fondazione della Cassa di Risparmio di Imola, il Centro Studi per la Storia del lavoro svolge, fin dalla sua istituzione, una funzione di coordinamento e riferimento per studiosi interessati al lavoro e alla sua storia.
Nel 2002 il Centro Studi muta la sua denominazione in Centro Studi per la Storia del lavoro e delle comunità territoriali: viene così ad aver particolare rilievo la necessità che le realtà lavorative debbano essere calate nel concreto delle relazioni sociali, politiche, culturali ed economiche degli ambienti territoriali specifici cui fanno riferimento. L'attività del Centro Studi si concretizza, in particolare, nell'organizzazione di giornate di studio e nella pubblicazione di studi inerenti le aree di interesse.

Archivio Centro studi per la Storia del lavoro e delle comunità territoriali di Imola

documentazione: 1995-2002
sviluppo lineare ml. 2
documentazione: atto costitutivo e regolamento; corrispondenza; documentazione relativa all'organizzazione di convegni e ricerche.
documentazione non archivistica: fotografie; audiocassette di convegni; biblioteca specializzata (ml. 130).
storia archivistica: l'archivio si configura come archivio unico.

CB 2002


Consorzio di miglioramento fondiario degli utenti del Canale dei Molini di Imola e Massalombarda

via Cavour 56, 40026 Imola (BO)
tel. 0542/23157
e-mail canalemuliniimola@acantho.it
web www.urber.it
documentazione: ml. 60 (1528-2002)
consultabile previo accordo telefonico con il segretario consorziale

Consorzio utenti del Canale dei Molini di Imola e Massalombarda (1936-1940)
Consorzio di miglioramento fondiario degli utenti del Canale dei Molini di Imola e Massalombarda (1940- )

Il Consorzio utenti del Canale dei Molini di Imola e Massalombarda nasce il 13 marzo 1936 dalla fusione tra il Consorzio dei Compadroni dei Molini di Imola, che gestiva il tratto superiore del Canale dei Molini dalla chiusa di Codrignano a Bubano, e la Congregazione dei Molini di Massalombarda, che gestiva il tratto inferiore del canale da Bubano a Conselice. Il Canale dei Molini di Imola e Massalombarda è un corso d'acqua artificiale lungo circa 40 km: il suo percorso inizia alla chiusa di Codrignano, a 9 km a monte di Imola, derivando le acque dal fiume Santerno; attraversa poi i comuni di Imola, Mordano, Massalombarda, Conselice e Argenta, per poi scaricare le sue acque nel fiume Reno. Del consorzio fanno parte i proprietari dei molini e di opifici e i derivatari d'acqua a uso irriguo e industriale; la partecipazione dei soci è stabilita in modo proporzionale al grado di utenza. L'ente ottiene, con regio decreto dell'11 gennaio 1940, la qualifica di "consorzio irriguo di miglioramento fondiario", beneficiando così delle prerogative degli enti di bonifica. Scopo del Consorzio di miglioramento fondiario degli utenti del Canale dei Molini di Imola e Massalombarda (come risulta dallo statuto approvato dal Ministero per l'agricoltura e foreste con decreto 5 aprile 1940) è quello di provvedere all'esercizio di derivazione dell'acqua dal Santerno per tutto il corso del canale, dalla presa allo sfocio; alla disciplina delle utenze irrigue e varie; alla manutenzione delle opere di presa, conduzione e scarico delle acque; alla costruzione delle opere necessarie per difendere e migliorare il corso d'acqua.

 

Archivio Consorzio di miglioramento fondiario degli utenti del Canale dei Molini di Imola e Massalombarda

estremi cronologici: 1951-2002
consistenza e sviluppo lineare: 138 buste pari a ml. 18
documentazione: verbali del consiglio dei delegati, verbali del consiglio di deputazione amministrativa; carteggio, documentazione amministrativa e contabile.
documentazione correlata: la documentazione dal 1936 al 1950 è conservata in parte nell'Archivio Consorzio dei Compadroni dei Molini di Imola e in parte nell'Archivio Congregazione dei Molini di Massalombarda.
storia archivistica: l'archivio si configura come archivio unico.
strumenti di ricerca: Inventario dell'Archivio storico del Canale dei Molini di Imola, a cura di P. Gabrielli, 1994. Inventario dell'Archivio storico del Canale dei Molini di Imola e Massalombarada, a cura di P. Gabrielli, 1994. Consorzio di miglioramento fondiario degli utenti del Canale dei Molini di Imola e Massalombarda, in Archivi storici nei consorzi di bonifica dell'Emilia-Romagna, a cura di E. Fregni, Bologna, Patron, 2003, p. 173-174.

 

Congregazione dei Compadroni dei Molini (sec. XV-1868)
Consorzio dei Compadroni dei Molini di Imola (1868-1936)

Già nel 1271 il Comune di Imola affida ai proprietari e conduttori dei molini la manutenzione del Canale dei Molini. Il primo atto ufficiale che testimonia l'esistenza di un consorzio tra i padroni dei molini del canale di Imola è del 1431. Nel corso del XVII secolo è attestata la denominazione Congregazione dei Compadroni dei Molini, mentre la denominazione di Consorzio dei Compadroni dei Molini di Imola viene introdotta solo nel 1868 con il regolamento che sancisce la costituzione legale di una secolare società di fatto. Nel 1936 la fusione con la Congregazione dei Molini di Massalombarda dà vita al Consorzio di miglioramento fondiario degli utenti del Canale dei Molini di Imola e Massalombarda. Con la fusione cessano le secolari lotte per la gestione del canale fra i proprietari dei mulini di Imola che curavano il tratto superiore, dalla chiusa di Codrignano a Bubano, e quelli di Massalombarda che curavano il tratto inferiore del canale, da Bubano a Conselice.

 

Archivio Consorzio dei Compadroni dei Molini di Imola

estremi cronologici: 1528-1936, con documentazione al 1951
consistenza e sviluppo lineare: 89 buste, 98 registri, 113 mappe pari a ml. 20
documentazione: libri dei verbali delle sedute del consorzio, b. 1 e regg. 25; verbali della deputazione amministrativa, regg. 10; verbali del consiglio dei delegati, regg. 5; libri delle effemeridi, regg. 4; libri delle spese, regg. 15; carteggio, bb. 88; protocolli, regg. 39; mappe, n. 113.
storia archivistica: l'archivio si configura come archivio unico. L'archivio comprende anche documentazione del Consorzio di miglioramento fondiario degli utenti del Canale dei Molini di Imola e Massalombarda, dal 1936 al 1951. Attualmente i nuclei documentari non sono distinti.
strumenti di ricerca: Inventario dell'Archivio storico del Canale dei Molini di Imola, a cura di P. Gabrielli, 1994. Consorzio dei Compadroni dei Molini di Imola in Archivi storici nei consorzi di bonifica dell'Emilia-Romagna, a cura di E. Fregni, Bologna, Patron, 2003, p. 174-176.

 

Congregazione dei Molini di Massalombarda ([sec. XV]-1936)

La data di nascita della Congregazione dei Molini di Massalombarda non è certa, anche se, sin dalla metà del XV secolo, esistono documenti che testimoniano lotte per la gestione del canale fra i proprietari dei mulini di Massalombarda che curavano il tratto inferiore del canale, da Bubano a Conselice, e quelli di Imola che curavano il tratto superiore, dalla chiusa di Codrignano a Bubano. Queste secolari polemiche cessano solo nel 1936 quando con atto di fusione tra la Congregazione dei Molini di Massalombarda e il Consorzio dei Compadroni dei Molini di Imola nasce il Consorzio di miglioramento fondiario degli utenti del Canale dei Molini di Imola e Massalombarda.

 

Archivio Congregazione dei Molini di Massalombarda

estremi cronologici: 1746-1936, con documentazione al 1951
consistenza e sviluppo lineare: 128 buste, 62 registri, 13 mappe pari a ml. 22
documentazione: libri mastri e contabilità, regg. 58; carteggio, bb. 101; recapiti di spesa, bollettari d'incassi, mandati e sezioni di pagamento, bb. 27; campioni della congregazione, regg. 4; mappe, n. 13.
storia archivistica: l'archivio comprende anche documentazione del Consorzio di miglioramento fondiario degli utenti del Canale dei Molini di Imola e Massalombarda, dal 1936 al 1951. Attualmente i nuclei documentari non sono distinti.
strumenti di ricerca: Inventario dell'Archivio storico del Canale dei Molini di Imola e Massalombarda, a cura di P. Gabrielli, 1994. Congregazione dei Molini di Massalombarda in Archivi storici nei consorzi di bonifica dell'Emilia-Romagna, a cura di E. Fregni, Bologna, Patron, 2003, p. 176-177.
bibliografia: G. Scarabelli, Osservazioni e modificazioni al Progetto di Regolamento organico pel Canale dei Molini imolesi che la Congregazione dei Compadroni dei Molini stessi presenta a senso dell'avviso 5 marzo 1862, Imola, Galeati, 1862; Relazione storica riguardante la proprietà e dominio dei compadroni dei molini sul canale d'Imola e l'acqua che scorre nel medesimo, Bologna, Tip. Dell'Ancora, 1862; All'illustrissimo R. sotto-prefetto d'Imola. Osservazioni e modificazioni della Deputazione dei derivatarii sul regolamento organico pel Canale imolese proposto dalla Congregazione de' compadroni dei molini sul canale stesso sotto la data 19 agosto 1862, Imola, Galeati, 1864; R. Galli, Il Canale comunis Imolae ora Canale dei Molini: notizie ed appunti storici per la sua rivendicazione al Comune d'Imola, dattiloscritto, sec. XX; S. Taroni, Il canale dei molini, Imola, Galeati, 1955; D. Placci, L'uso economico delle acque del Canale dei Molini di Imola dalla fine del secolo XVIII alla fine del secolo XIX, rel. L. Gambi, Bologna, Università degli studi, a.a. 1982-1983, tesi di laurea; F. Castellari, S. Mirandola, M. Pasotti, Opifici andanti ad acqua sul Canale dei Mulini di Imola e Massalombarda. Relazione generale presentata alla facoltà di architettura dell'università di Firenze, a.a.1989-90; F. Merlini, Il Canale dei Mulini, in "Università aperta Terza Pagina", 4, 1992; L. Vivoli, Il canale dei Molini: dalle origini al 1955. Quarant'anni di cronaca 1955-1995, Imola, University Press Bologna, 1995; A. Reitano, Attraverso le storie di un canale romagnolo, in "E' zoch: organo ufficiale del Tribunato di Romagna", 2002.


CB 2002


Consorzio Servizi Sociali

viale D'Agostino 2/a, 40026 Imola (BO)
tel. 0542/606751 - fax 0542/606762
e-mail cssi@cssimola.provincia.bo.it
web www.cssimola.provincia.bo.it
documentazione: ml. 120 (1975-2002)
consultabile previo accordo con il responsabile dell'ufficio amministrativo

Consorzio Servizi Sociali (1999- )

Il Consorzio Servizi Sociali nasce il 1° luglio 1999 e diviene operativo il 1° gennaio 2000. Sorge per volontà dei 9 comuni del Comprensorio imolese (Imola, Castel S. Pietro Terme, Dozza, Castel Guelfo, Mordano, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice, Castel del Rio), della Azienda USL di Imola, della Casa di Riposo per Inabili al Lavoro di Imola, dell'Amministrazione Opere Pie Riunite di Imola e dell'Opera S. Maria di Tossignano. Al consorzio è delegata la gestione dei servizi socio assistenziali e socio sanitari delle aree minori, adulti e anziani, attività precedentemente di competenza dei servizi sociali di enti imolesi (del Consorzio Socio-Sanitario, dell'Azienda USL e del Comune di Imola).

 

Archivio Consorzio Servizi Sociali

estremi cronologici: 1975-2002
consistenza e sviluppo lineare: 770 buste, 3000 fascicoli pari a ml. 120
documentazione: atti deliberativi, corrispondenza e protocolli, contabilità, posizioni del personale, pratiche relative all'assistenza economica e domiciliare, appalti, convenzioni, bb. 770 (1975-2002 ); cartelle personali degli utenti (minori, adulti, anziani), fascc. 3000 (1981-2002).
documentazione non archivistica: biblioteca ed emeroteca specializzate.
storia archivistica: l'archivio comprende anche documentazione degli enti che hanno gestito i servizi sociali in Imola prima della istituzione del Consorzio, relativa al periodo 1975-1999, in particolare del Servizio Sociale del Consorzio Socio-Sanitario, del Servizio Sociale dell'Azienda USL e dei Servizi Sociali del Comune di Imola. Attualmente i nuclei documentari non sono distinti.

CB, Orfeo Tozzola 2002


Fondazione Cassa di Risparmio di Imola

piazza Matteotti 8, 40026 Imola (BO)
tel. 0542/26606 - fax 0542/26999
e-mail info@fondcrimola.it
web www.fondcrimola.it
documentazione: ml. 30 (1992-2002)
non consultabile

Fondazione Cassa di Risparmio di Imola (1992- )

La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola è persona giuridica privata a base associativa con scopi esclusivamente di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico del territorio. Opera con particolare attenzione nel campo della cultura, ma anche della ricerca scientifica, dell'istruzione, dell'arte, della conservazione e valorizzazione dei beni e delle attività culturali e dei beni ambientali, della sanità e dell'assistenza alle categorie sociali deboli. La Fondazione si interessa inoltre dello sport giovanile e amatoriale. Dal 2001 pubblica il bollettino "Notizie ai soci. Fondazione Cassa di Risparmio di Imola".

 

Archivio Fondazione Cassa di Risparmio di Imola

estremi cronologici: 1992-2002
sviluppo lineare ml. 30
documentazione: statuto, verbali del consiglio generale, verbali del consiglio di amministrazione; corrispondenza; contabilità; carteggio relativo a finanziamenti e progetti.
documentazione non archivistica: pubblicazioni a cura della Fondazione, tra cui "Notizie ai soci. Fondazione Cassa di Risparmio di Imola" (2001-2002).

CB 2002


Fondazione per l'infanzia S. Maria Goretti di Imola

presso Antonia Romiti, presidente
via Rivalta 89, 40026 Imola (BO)
tel. 0542/22781
documentazione: ml. 12 (1908-2002)
consultabile previo accordo telefonico con la presidente

Opera di assistenza all'infanzia (1908-1919)
Opera di assistenza all'infanzia abbandonata (1919-1930)
Opera di assistenza all'infanzia abbandonata Principessa di Piemonte (1930-1964)
Istituto per l'Infanzia S. Maria Goretti (1964-1994)
Fondazione per l'infanzia S. Maria Goretti di Imola (1994- )

Per iniziativa del sacerdote Innocenzo Valli e di Celestina Guadagnini nasce nel 1908 l'Opera di assistenza all'infanzia. Nel 1919 assume la denominazione Opera di assistenza all'infanzia abbandonata; nel 1930 l'Opera di assistenza viene intitolata alla Principessa di Piemonte e nel 1936 è eretta ente morale. Nel 1964 assume la denominazione Istituto per l'Infanzia S. Maria Goretti. Nel 1994, ai sensi dell'art. 12 del Codice Civile, con l'acquisizione di personalità giuridica di diritto privato, diventa Fondazione. Nella continuità dello scopo originario, la Fondazione persegue finalità di sostegno economico nei riguardi di minori di ambo i sessi in difficoltà economiche; in particolare sostiene percorsi di scolarizzazione a rischio di abbandono scolastico, partecipa a progetti che svolgono servizi di sostegno scolastico dopo l'orario normale delle lezioni, con particolare riguardo ai portatori di handicap. Fa beneficenza a favore di enti e, infine, concede annualmente un "Premio della bontà" a favore di giovani distinti per l'impegno nello studio e per qualità d'animo e comportamento.


Archivio Fondazione per l'infanzia S. Maria Goretti di Imola

estremi cronologici: 1908-2002
sviluppo lineare: ml. 12
documentazione: statuto, elenco dei soci, verbali dell'assemblea dei soci, verbali del consiglio direttivo; corrispondenza e protocolli; bilanci preventivi e consuntivi; registri e quaderni degli assistiti; documentazione in merito a donazioni e beneficenza; fotografie.
storia archivistica: l'archivio si configura come archivio unico.


CB 2002


Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS). Sede subprovinciale di Imola

via Garibaldi 54, 40026 Imola (BO)
tel. 0542/605111
e-mail dir.imola@inps.it
web www.inps.it
documentazione: ml. 2596 (1946-2002)
La consultazione è riservata ai diretti interessati. La consultazione di terzi è possibile previa autorizzazione del direttore.

Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) di Bologna ([post 1930]- )
Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) di Bologna. Sportello di Imola (1950-1977)
Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS). Sede subprovinciale di Imola (1977- )

L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), il più grande ente previdenziale italiano, nasce a Roma nel 1919. Un primo decentramento dell'attività dell'ente avviene negli anni '30 con l'apertura di sedi presso i capoluoghi di regione. Viene dunque aperta anche una sede a Bologna. Nel dopoguerra l'apertura di sedi INPS viene estesa anche ai capoluoghi di provincia. Nel 1950 viene aperto anche a Imola uno sportello INPS che, però, funziona solo per le aziende e due giorni alla settimana. Dagli anni '70 viene attuato un ulteriore decentramento con l'apertura di sedi subprovinciali: nel 1977 l'INPS apre così la Sede subprovinciale di Imola.

 

Archivio Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS). Sede subprovinciale di Imola

estremi cronologici: 1946-2002
sviluppo lineare: ml. 2596
documentazione: corrispondenza, documentazione amministrativa-contabile e certificati medici. La documentazione è organizzata nei seguenti nuclei: Pensioni, ml. 1222 (archivio storico ml. 350, archivio corrente ml. 872); Aziende, ml. 606 (archivio storico ml. 40, archivio corrente ml. 566); Prestazioni non pensionistiche, ml. 562 (archivio storico ml. 120, archivio corrente ml. 442); Contabilità, ml. 166 (archivio storico ml. 130, archivio corrente ml. 36); Sanità, ml. 40 (archivio corrente ml. 40).
storia archivistica: l'archivio si configura come archivio unico. La documentazione dal 1946 al 1977, relativa al bacino d'utenza locale, è stata trasferita nella sede subprovinciale di Imola nel 1977, anno di apertura di detta sede.

CB, Sergio Fiordalisi 2002


Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) di Imola

via Costa 74, 40026 Imola (BO)
tel. 0542/663411 - fax 0542/663442
e-mail imola@inail.it
documentazione: ml. 400 (1961-2002)
La consultazione è riservata ai diretti interessati. La consultazione di terzi è possibile previa autorizzazione.

Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) di Bologna. Sportello in Imola (1961-1986)
Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) di Imola (1986- )

L'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) di Bologna inizia la propria attività in Imola nel 1961 con l'apertura di uno sportello delle prestazioni per gli infortuni. Nel 1986 lo sportello imolese diventa sede autonoma. L'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) si prefigge il compito di ridurre il fenomeno degli infortuni sul lavoro, di assicurare i lavoratori che svolgono attività a rischio, di garantire il reinserimento nella vita sociale e lavorativa degli infortunati.

 

Archivio Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) di Imola

estremi cronologici: 1961-2002
sviluppo lineare: ml. 400
documentazione: documentazione anagrafica-contabile e modulistica. La documentazione è organizzata nei seguenti nuclei documentari: Infortuni, 1987-2002, ml. 210 (archivio di deposito ml. 198, archivio corrente ml. 12); Rendite, 1966-2002, ml. 62 (archivio di deposito ml. 32, archivio corrente ml. 30); Posizioni assicurative, 1961-2002, ml. 128 (archivio di deposito ml. 50, archivio corrente ml. 78).
storia archivistica: l'archivio si configura come archivio unico.

CB 2002


Istituzioni Riunite di Imola

via Mazzini 4, 40026 Imola (BO)
tel. 0542/602333
documentazione: ml. 37 (1971-2002)
consultabile previo accordo telefonico

Istituzioni Riunite di Imola (2000- )

Le Istituzioni Riunite di Imola nascono il 1° maggio 2000 con lo scopo di sostenere il ruolo della famiglia e i nuclei familiari con persone in difficoltà psico-fisiche, relazionali o economiche. Tale sostegno si esplica in interventi integrativi delle funzioni familiari quali attività di supporto educativo e scolastico, di aiuto alla persona e di socializzazione, nonché attraverso il sostegno economico o la messa a disposizione di alloggi. L'ente nasce dalla fusione di opere pie raggruppate sotto la denominazione Amministrazione delle Istituzioni Riunite di Imola (nata a sua volta dalla trasformazione dell'Amministrazione degli Ospedali e delle Istituzioni Riunite) e da opere pie già amministrate dal disciolto Ente Comunale di Assistenza (ECA) e successivamente dal Comune di Imola. Le opere pie gestite dall'Amministrazione delle Istituzioni Riunite di Imola e precedentemente dall'Amministrazione degli Ospedali e delle Istituzioni Riunite sono: Ospizio Cronici, sorta dalla fusione di lasciti di vari benefattori disposti nei secoli XVII e XIX con lo scopo di assistere poveri cronici e invalidi; Eredità Fontana, fondata da Francesco Maria Fontana nel 1692 con lo scopo di assistere poveri cronici ed invalidi; Buon Pastore, sorta dalla fusione di varie istituzioni preesistenti di remota fondazione, con lo scopo di assistere giovani in stato di bisogno e abbandonate e di aiutare le partorienti povere illegittime; Orfanotrofio Maschile, sorto nel 1562 con lo scopo di assistere ragazzi orfani; Orfanotrofio Femminile, nato dalla fusione di istituzioni preesistenti fondate nel XVI secolo, con lo scopo di assistere ragazze orfane; Ospizi Marini, fondata dalla Società operaia di mutuo soccorso ed eretta in ente morale con regio decreto 5 gennaio 1888 con lo scopo di inviare alle cure marine i bambini scrofolosi e, dal 1985 di assistere fanciulli in particolari condizioni di sofferenza e di bisogno fisico, psichico o sociale.
Tra le opere pie già amministrate dal disciolto Ente Comunale di Assistenza (ECA) e successivamente dal Comune di Imola, quelle che confluiscono nel nuovo ente sono: Fagliaferri, fondata da Don Francesco Fagliaferri nel 1830 con lo scopo di assistere poveri infermi; Bellingambi, fondata da Pier Paolo Bellingambi nel 1699 con lo scopo di assistere poveri del Comune di Imola; Polgrossi, fondata da Barbara Polgrossi nel 1831 con lo scopo di assistere poveri infermi e vergognosi.

Amministrazione degli Ospedali e delle Istituzioni Riunite (1938-primi anni '90)
Amministrazione delle Istituzioni Riunite di Imola (primi anni '90-2000)

L'Amministrazione degli Ospedali e delle Istituzioni Riunite di Imola viene istituita nel 1938 a Imola in applicazione alla legge 3 giugno 1937; tale legge, che sopprime le Congregazioni di Carità, prevede, per le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza con fini diversi dall'assistenza generica, immediata e temporanea, la possibilità di una amministrazione autonoma. La gestione delle altre istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza viene trasferita prima agli Enti Comunali di Assistenza (ECA), poi, dal 1978, al Comune di Imola. L'Amministrazione degli Ospedali e delle Istituzioni Riunite di Imola gestisce alcuni degli enti amministrati dalla disciolta Congregazione: l'Ospedale Civile, dal 1802 detto Ospedale S. Maria della Scaletta, l'Ospizio Cronici, l'Opera Pia Eredità Fontana, l'Opera Pia Istituto di maternità, l'Opera Pia Buon Pastore e gli Orfanotrofi maschile e femminile. Nel 1971, mentre l'Amministrazione continua a gestire le opere pie, la gestione dell'Ospedale Civile e dell'Ospedale Psichiatrico viene affidata a un nuovo ente, l'Ente Ospedaliero. All'inizio degli anni '90, con l'ingresso dell'Opera Pia Ospizi Marini nell'Amministrazione e con la conseguente modifica dello statuto, l'ente cambia anche la sua denominazione in Amministrazione delle Istituzioni Riunite di Imola.

 

Archivio Istituzioni Riunite di Imola

estremi cronologici: 1971-2002
consistenza e sviluppo lineare: 263 buste, 50 registri pari a ml. 37
documentazione: statuti; atti deliberativi del consiglio d'amministrazione; corrispondenza; bilanci e contabilità, mandati di pagamento, ordini di incasso; inventari patrimoniali; progetti di recupero degli immobili di proprietà.
storia archivistica: l'archivio comprende anche documentazione dell'Amministrazione degli Ospedali e Istituzioni Riunite e opere pie da questa gestite (1971-primi anni ‘90) e dell'Amministrazione delle Istituzioni Riunite e opere pie da questa gestite (primi anni ‘90-2000). Attualmente i nuclei documentari non sono distinti.
documentazione correlata: documentazione delle opere pie e degli enti assistenziali cittadini, relativamente alla fase precedente alla nascita delle Istituzioni Riunite di Imola, si trova presso la Biblioteca comunale-Archivio storico comunale di Imola e presso l'Azienda USL di Imola. In particolare la Biblioteca comunale-Archivio storico comunale conserva documentazione prodotta da: Opera Pia Cronici, bb. 29 e regg. 70 (sec. XVII-1940); Opera Pia Fontana, regg. 20 (1692-1909); Opera Pia Buon Pastore, bb. 11 e regg. 28 (1758-1930); Orfanotrofio maschile e femminile, bb. 350 e regg. 867 e mzz. 93 (1563-1934); Opera Pia Bellingambi, bb. 2 e regg. 29 (secc. XIX-XX); Opera Pia Fagliaferri, bb. 3 e regg. 13 (secc. XIX-XX); Opera Pia Polgrossi, bb. 2 e regg. 4 (secc. XIX-XX). E' inoltre conservata documentazione dell'Amministrazione degli ospedali e istituzioni riunite, bb. 70 (sec. XX), oltre che della Congregazione di carità, bb. 102 e regg. 457 (1802-1935). Presso l'Azienda USL di Imola è conservata documentazione relativa sia alle opere pie gestite dall'Amministrazione, sia all'Amministrazione degli Ospedali e Istituzioni Riunite e alle opere pie da questa gestite.
bibliografia: E. Conti, Orfanotrofio Maschile di Imola, Imola, Galeati, 1888; Opera Pia Ospizio Cronici. Statuto organico, Imola, Lega Tipografica, 1892; Regolamento d'amministrazione del Consiglio amministrativo degli orfanotrofi d'Imola, Imola, Galeati, 1894; Statuto organico dell'Orfanotrofio maschile in Imola, Imola, Galeati, 1894; Statuto dell'Opera Pia Ospizi Marini in Imola, Imola, Coop. Tip. Ed., 1902; Statuto organico e regolamento generale degli Orfanotrofi maschile e femminile d'Imola, Imola, Galeati, 1904; M. Martelli, Il Buon Pastore a Imola, in "Il Nuovo Diario Messaggero", 39, 1984, n. 32, p. 11; Donzelle e cappuccine: il conservatorio delle donzelle nel convento della SS. Annunziata a Imola, a cura di M. Bietti e G. Cammarota, Bologna, Nuova Alfa Editoriale, 1985.


CB, Viviana Geminiani 2002


Opera Pia Maria Antonia Tommasoli Belloni

presso il segretario Claudio Resta
via Pola 3, 40026 Imola (BO)
tel. 0542/632611
documentazione: ml. 0,3 (1970-2002)
consultabile previo accordo telefonico con il segretario

Opera Pia Maria Antonia Tommasoli Belloni (1832- )

L'Opera Pia è istituita con testamento della reverenda madre suor Maria Antonia Tommasoli Belloni, badessa nel Monastero di Santo Stefano di Imola, in data 20 novembre 1832, per rogito del notaio Vitale Galeati, pubblicato il 14 febbraio 1835. Con regio decreto 1 luglio 1897 l'Opera Pia Maria Antonia Tommasoli Belloni è eretta ente morale. Essa inizialmente si prefigge di predisporre la dote a fanciulle povere nate e domiciliate nel Comune di Imola; di soccorrere con sussidi in denaro fanciulle indigenti, malati cronici e infermi; di mantenere fanciulle nel Conservatorio SS. Gioacchino ed Anna detto delle Caline a Bologna. Dal 1979 l'attività dell'Opera Pia si concretizza nella gestione di tre appartamenti in convenzione con il Comune di Imola.

 

Archivio Opera Pia Maria Antonia Tommasoli Belloni

estremi cronologici: 1970-1978. Dal 1978 al 2002 non risulta documentazione, mentre è irreperita la documentazione dal 1832 al 1969.
consistenza e sviluppo lineare: 2 buste pari a ml. 0,3
documentazione: corrispondenza (1971-1974) e protocollo (1970-1978); bilanci e contabilità (1974-1978).
bibliografia: Statuto organico della eredità Tommasoli-Belloni in Imola, Imola, Galeati, 1889; G. Ridolfi, Sul ricorso ed atto di opposizione nell'interesse del sig. conte dr. Carlo Zampieri (Opera pia Tommasoli Belloni) contro la Congregazione di Carità d'Imola. Nota aggiunta. Roma, febbraio 1892, Roma, Stabilimento Tipografico Italiano, 1892.

CB 2002