Enrico C.

ha idee di persecuzione e a sua volta minaccia chi ritiene voglia fargli ingiustamente del male. Grida, piange, ride senza plausibili motivi. Gli psichiatri osservano che in manicomio è molto irrequieto e prepotente, e ha un certo “convulso alle gambe da farlo tutto tremare”: in trincea stava male, le gambe non lo reggevano, gli “balenava la vista”. Enrico racconta: “sentii i nemici ci mitragliavano, io stavo allo scoperto mangiando del pane, e ridevo, ridevo”.