Rosina Z.

ha 46 anni. Da quando un figlio le è morto in guerra è soggetta ad attacchi istero-epilettici e ha tentato anche il suicidio per avvelenamento. In manicomio dice di “vedere la miseria salire per i muri” e di voler uccidere gli altri figli pur di non vederli morire di fame. “Migliorata”, viene consegnata alle figlie “in esperimento”.