Argia C.

trentenne, piange ininterrottamente dalla partenza del marito richiamato alle armi. “Ha una vera fobia per l’infezione” che la porta a rifiutare ostinatamente il cibo. Considerata “pericolosa per sé” è inviata al manicomio provinciale. Pochi giorni dopo viene dimessa per “non verificata pazzia”.