Virginia A.

profuga di Treviso, ha 50 anni. È giunta in manicomio per lo spavento e i “grandi patemi” sofferti durante l’invasione nemica. Ha tentato più volte di fuggire di casa, soffre di allucinazioni, grida frequentemente. All’Osservanza sembra riprendersi ma non del tutto, esce “migliorata” il 16 novembre 1918, ed è consegnata alla famiglia di Bologna in cui presta servizio.