Proposte di ricerca

Storie di migranti, 1880-1914

maggio 2018

Gli ultimi decenni dell’Ottocento sono caratterizzati da un flusso migratorio in costante aumento che dall’Italia si muove verso l’Europa e le Americhe. Perché si emigra? Verso quali paesi? Si parte e non si ritorna? I documenti d’archivio e i giornali dell’epoca raccontano le vite e le vicende di imolesi che hanno deciso di mettersi in viaggio alla ricerca di migliori condizioni di vita: modalità, tempi, ricordi e materiali di viaggio, lettere di migranti, condizioni di vita all’estero.

La scelta e il commento dei documenti sono a cura dagli alunni delle classi 2C, 2E, 3A della Scuola secondaria L. Orsini di Imola (anno scolastico 2017-18) in collaborazione con l'Archivio storico comunale di Imola: D. Bernardis, G. Brunori, A. Freddi, N. Pennazzi, F. Turrini, D. Sabbatani, G. Galassi, M. Mugnaini, R. Bullara, G. Campomori, A. Casadio, S. Ciarlariello, L. Mandracchia, M. Mondani, F. Silvestre, M. Paltretti.

Nell'ambito del progetto "Dalla valigia allo zainetto: migranti di ieri e di oggi".

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Circolare della Prefettura di Bologna che su richiesta del Ministero dell’agricoltura, industria e commercio chiede notizie precise ai sindaci sull’emigrazione estera nei rispettivi territori. Bim, ASCI, Carteggio amministrativo, 1882, b. 934, tit. 21, rub. 9, pos. 1

Da Imola si parte?
Il documento è datato 7 novembre 1882 e contiene le domande poste dal Ministero dell'agricoltura ai sindaci. Si vogliono conoscere le motivazioni che spingono la popolazione locale ad emigrare in altri Paesi esteri. La risposta del sindaco di Imola, Alessandro Alessandretti, riporta la notizia che da Imola ancora non si registra nel 1882 un flusso migratorio verso l'estero.

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"Movimento della popolazione. Prospetto trimestrale dell'emigrazione all'estero", ottobre-dicembre 1897. Bim, ASCI, Stato civile e movimento della popolazione, b. 1

Da Imola si parte!
Diversa è la situazione nel 1897. Nel prospetto, vidimato dal sindaco Luigi Molinari, sono riassunti i movimenti migratori nell’ultimo trimestre dell’anno, cioè da ottobre a dicembre 1897. Partono 116 persone, 57 maschi e 59 femmine, soprattutto agricoltori, contadini e pastori. Tra questi, 2 rimangono in Europa in Austria, mentre 114 si dirigono in America (113 in Brasile, 1 in Argentina).

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Matrice di passaporto per l’interno rilasciato nel 1885 a Carlo Dall'Olio, muratore di anni 21. Bim, ASCI, Carteggio amministrativo, 1885, b. 983, tit. 20, registro n. 3, n. 48

La partenza.
Si viaggia nei periodi più caldi dell’anno e si parte solitamente da Genova. Chi decide di lasciare l’Italia necessita di un passaporto per l’estero che viene concesso dietro richiesta al Prefetto. Chi invece si sposta in Italia può richiedere il passaporto per l'interno al sindaco. Il Comune di Imola conserva le lettere di richiesta e le matrici dei passaporti per l’interno in cui sono annotati in modo assai preciso le caratteristiche fisiche e le “marche particolari” dei richiedenti. Mancano ovviamente le fotografie e non sempre è presente la firma del migrante, indizio di analfabetismo della persona.

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Pubblicità de "La Veloce. Navigazione italiana a vapore" inviata al sindaco di Imola, datata Bologna 28 aprile 1889 (fronte). Bim, ASCI, Carteggio amministrativo, 1889, b. 1043, tit. 21, rub. 9

Il viaggio.
Molte compagnie di navigazione incentivano le partenze soprattutto di agricoltori, contadini o braccianti fornendo viaggi gratuiti alle famiglie e ai lavoratori al di sotto dei 45 anni. Ciò che li spinge a partire è la ricerca di una vita migliore, nonostante diverse siano le circolari del sindaco in cui si mette in allerta chi progetta di partire, per la mancanza di lavoro anche oltre oceano. Tra gli imolesi che partono ci sono anche persone colte, professionisti che cercano fortuna oltreoceano praticando il proprio mestiere. Si trova lavoro specialmente nell'agricoltura, nella pesca e nel piccolo commercio.

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Pubblicità de "La Veloce. Navigazione italiana a vapore" inviata al sindaco di Imola, datata Bologna 28 aprile 1889 (retro). Bim, ASCI, Carteggio amministrativo, 1889, b. 1043, tit. 21, rub. 9

Il viaggio.
Abbiamo analizzato la pubblicità di compagnie di navigazione a vapore come "La Veloce". Questa concede passaggi gratuiti alle famiglie agricole per il Brasile in base ad accordi stipulati con l’Impero del Brasile. Parte da Genova e segue tre linee: per l’Argentina, per il Brasile e per il Marocco. Il viaggio è offerto a famiglie formate da marito e moglie con figli, con generi o senza, da vedovo o vedova con figli, con avo ed avola, cioè i nonni, al seguito.

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Cartolina postale con piroscafo "Città di Milano" della Compagnia La Veloce di Genova. Bim, Carte Giuseppe Cita Mazzini, b. 6

Il viaggio.
Giuseppe Cita Mazzini (Imola, 1873-1953), medico, giornalista e scrittore, ha unito alla sua professione, una passione profonda per i viaggi che lo hanno portato a girare il mondo, soggiornando a Parigi, a Santiago del Cile e a Callao (Perù). Nelle sue carte si conservano taccuini di viaggio in cui Cita racconta (e disegna) itinerari, paesi, persone, impressioni e sentimenti.

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Itinerario di viaggio "La Veloce. Navigazione italiana a vapore. Linea dell'America centrale. Piroscafo "Città di Milano". Partenza da Genova 5 novembre 1912". Bim, Carte Giuseppe Cita Mazzini, b. 6

Il viaggio
Itinerario di viaggio del piroscafo "Città di Milano" su cui nel novembre 1912 viaggia Cita diretto in Perù. Il piroscafo parte da Genova il 5 novembre e arriva a Colon (Panama) il 29 novembre successivo. Per giungere alla sua destinazione, a Callao in Perù, Cita si imbarca poi sull'Urubamba e giunge a destinazione il 10 dicembre.

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"L'immane catastrofe del transatlantico "Titanic". I disperati tentativi per salvare la nave. L'agonia del colosso. Oltre 1500 morti", Corriere della sera del 17 aprile 1912, p. 3

Il viaggio.
Non sempre gli spostamenti erano così agevoli. Nelle pagine del Corriere della Sera del 16-20 aprile 1912 si racconta la tragedia del Titanic. Il transatlantico affonda nella notte tra il 14 e il 15 aprile; il viaggio era da Southampton (UK) a New York (USA). Affonda tra le 22:00 e le 04:00 a 270 miglia da Capo Race (Terranova), urtando contro un iceberg, mentre si dirigeva verso il porto di Halifax. Vennero in suo aiuto il Virginian, che si trovava a 20 miglia dal Titanic, il Baltice e il Carpatic, altri piroscafi presenti in Atlantico. Già l’indomani sui giornali iniziano a comparire notizie sul naufragio, grazie alla presenza del telegrafo. Si contano tra i passeggeri 2358 persone: 350 di prima classe, 305 di seconda classe e 903 persone dell’equipaggio; i dispersi nel mare non furono meno di 1500. Coloro che sono stati salvati ammontano a circa 675 persone, donne e bambini.

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Comunicazione del sottoprefetto di Imola al sindaco di Imola, relativa all’emigrazione negli Stati Uniti d’America, datata Imola 7 maggio 1885. Bim, ASCI, Carteggio amministrativo, 1885, b. 984, tit. 21, fasc. “Oggetti diversi”, n. 73

L'arrivo.
Tra il 1880 e il 1915 approdano negli Stati Uniti quasi 4 milioni di italiani. Appena sbarcati, dopo un viaggio interminabile, vengono ammassati negli edifici di Ellis Island, un’isola nella baia di New York. Qui si trova la Società per la Protezione degli italiani immigrati a New York. Il regio Commissariato per l’emigrazione ha istituito a New York una "Casa per gli Italiani" in cui si ospitano migranti sia in arrivo che in partenza con vitto e alloggio al prezzo di 2,50 lire (mezzo dollaro) al giorno. In una lettera al sindaco di Imola del 7 maggio 1885 si informa che una legge degli Stati Uniti pone un freno agli arruolatori di emigranti per gli USA che si arricchiscono praticando una bassa speculazione su di loro; si parla inoltre di pene nei confronti dei proprietari dei battelli che favoriranno l’imbarco.

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Angelo Cabrini, "Emigrazione ed emigranti. Manuale", Bologna, Zanichelli, 1911

L'arrivo.
L'acculturazione degli immigrati rientra tra le condizioni fondamentali imposte ad Ellis Island: anche per questa ragione venivano forniti ai nuovi arrivati negli USA libretti di istruzioni utili; requisito richiesto per l’ingresso negli USA era l’alfabetizzazione seppur minima dei migranti; dovevano almeno saper leggere e scrivere. Nel libro di Cabrini, "Emigrazione ed emigranti" si trattano i comportamenti che il migrante deve o non deve tenere nel paese in cui si sposta. Gli immigrati che giungono nei vari paesi sono spesso soggetti a truffe fra le quali annoveriamo quelle conosciute come “truffe all’americana”, che generalmente consistono nell’avvicinarsi del ladro che circuisce lo sprovveduto per estorcergli somme di denaro più o meno consistenti. Inoltre vi si trova una sezione che parla dei vari usi e costumi dei paesi di immigrazione come ad esempio Buenos Aires.

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Lettera di Carlo Costa ad Andrea Costa, datata Concepcion (Cile) 18 giugno 1891. Bim, Carte Andrea Costa, fasc. 1197

La corrispondenza al tempo delle migrazioni.
Tra migranti e imolesi più o meno illustri continuano i contatti a distanza tramite carteggi recapitati e smistati dal sindaco di Imola.
Dalle lettere emerge come la vita per gli italiani all’estero non sia affatto semplice. Sono presenti nel Fondo Andrea Costa lettere che provengono dal Sudamerica. Abbiamo analizzato la lettera scritta da Concepcion in Cile da Carlo Costa ad Andrea Costa il 18 giugno 1891. Carlo racconta la grave situazione economica presente seguita allo scoppio della rivoluzione e si narrano le soluzioni individuate insieme ad altri per affrontare il disagio: ad esempio, la costituzione di Società di Mutuo Soccorso.

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Lettere scambiate tra il sindaco di Imola e il sindaco di Philippeville in Algeria nel 1886, relative a notizie riguardanti Maurizio Baruzzi, di origine imolese ed emigrato a Philippeville. Bim, ASCI, Carteggio amministrativo, 1886, b. 997, tit. 21, fasc. "Oggetti diversi", n. 56

La corrispondenza al tempo delle migrazioni.
Il sindaco di Imola fa da tramite per mantenere i contatti tra le famiglie e i migranti: connazionali che ora vivono all'estero che informano i parenti della buona salute e dei guadagni, espatriati che chiedono notizie dei propri cari. Nel 1886 il sindaco di Imola informa i familiari che il connazionale Maurizio Baruzzi di cui il padre a Imola non aveva notizie da tempo abita a Philippeville in Algeria, gode di buona salute, ha 3 bambini, lavora molto e guadagna bene.

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Lettera di Cesare Gnugnoli al sindaco del Comune di Imola, datata Panama 26 luglio 1887. Bim, ASCI, Carteggio amministrativo, 1887, b. 1013, tit. 21, fasc. "Oggetti diversi", n. 64

La corrispondenza al tempo delle migrazioni.
Cesare Gnugnoli, originario di Sesto imolese, si trova in America da circa 4 anni e chiede al sindaco di Imola notizie sulla sua famiglia di cui non ha saputo più nulla. Cesare si trova a Panama "in una posizione alquanto bene".

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Lettera della Sottoprefettura di Imola al sindaco di Imola sull’emigrazione a Londra, datata 18 marzo 1887. Bim, ASCI, Carteggio amministrativo, 1887, b. 1013, tit. 21, fasc. “Oggetti diversi”, n. 93

Condizioni di migranti all'estero.
Le circolari della Prefettura di Bologna o della Sottoprefettura di Imola sono indirizzate al sindaco che ha il compito di informare la popolazione sul loro contenuto, cercare di scoraggiare l'emigrazione da Imola verso l'Inghilterra.
In una, datata 1887, viene descritta la forte disoccupazione che, a Londra, non avrebbe permesso ai nuovi arrivati di trovare un lavoro. "La mancanza di lavoro è talmente estesa e grave che si calcola non esser meno di 200mila le persone disoccupate, camerieri, cuochi, falegnami e giornalieri d'ogni specie".

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Circolare del Ministero dell’interno in merito a "fanciulli italiani impiegati in mestieri girovaghi in Inghilterra", datata Roma 10 maggio 1890. Bim, ASCI, Carteggio amministrativo, 1890, b. 1058, tit. 20 fasc. “Oggetti diversi”, n. 11.

Condizioni di migranti all'estero.
La circolare risale al maggio 1890 e comunica che molti "fanciulli" italiani arrivati in Inghilterra sono oggetto di "commercio" o utilizzati in "mestieri girovaghi" proibiti dalla legge.

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Carlo Paladini, "L’emigrazione negli Stati Uniti", Roma, Tipografia dell’Unione cooperativa editrice, 1902 (estratto dalla "Rivista italo-americana", anno I, fasc. III, agosto 1902)

Condizioni di migranti all'estero.
Paladini descrive la difficile condizione in cui vivono numerosi immigrati italiani a Sckenectday, negli U.S.A., una città a metà strada tra Buffalo e Albany. Gli operai impegnati nella costruzione della ferrovia sono quasi tutti di origine meridionale e sono genericamente chiamati “neapolitans” e trattati come animali.

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Lettera del Consiglio dell'Istituto Italian Home in New York a Francesco Ginnasi, datata New York 23 dicembre 1890. Bim, Carte Francesco Ginnasi

Un imolese a New York.
Francesco Ginnasi (Imola, 1859-Medicina, 1943), medico chirurgo, presta servizio a Londra e a New York dove risiede per molti anni. A New York lavora all'Ospedale dei marinai italiani di New York, all'Ospedale italiano di New York “Italian House” che dava anche alloggio agli italiani disoccupati che non avevano casa né mezzi per pagare l’albergo, al Dispensario di New York, all'Old Marion street hospital (ruolo di ostetrico). Al 1890 risale la sua nomina nell'elenco dei medici componenti il corpo medico dell'Istituto italiano di New York.